fascia 01

Dracocephalum austriacum L.

Dracocephalum FMangili 01

melissa austriaca

 

Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae

 

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Distribuzione: D. austriacum presenta una distribuzione sud europeo-caucasica, con un areale discontinuo dai Pirenei Orientali, dove è estinto, fino al Caucaso. Nello specifico viene riportato per diversi stati europei, dalla Francia a Ovest fino verso Est alla Russia e per l’appunto ad alcune regioni caucasiche. In Italia D. austriacum è rarissimo e presente con poche stazioni in Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige, mentre risulta estinto in Valle d’Aosta. In Lombardia è presente unicamente nell’alta Valtellina (Livignasco).

Identificazione: pianta perenne, alta 4-6 dm. Fusto legnosetto alla base, eretto e più o meno completamente pubescente. Foglie con corti peli, le inferiori indivise e con forma lineare, le superiori divise in segmenti lineari in numero di 3 (raramente 5-7) e con margine ripiegato in basso; gruppi aggiuntivi di foglie presenti ai nodi del fusto. Infiorescenza terminale, compatta, con fiori in gruppi (verticilli) di 2-4 e contornati da brattee trifide; calice bilabiato; corolla bilabiata, viola scuro, lunga 30-40 mm, con labbro superiore a casco e inferiore suddiviso in tre lobi Camera icon 03. Frutto costituto da semi (acheni) lisci, racchiusi all’interno del calice. 

Specie simili: D. austriacum può essere confuso con D. ruyschiana, che vive negli stessi ambienti. Quest’ultima specie si differenzia per le foglie sempre intere e glabrescenti (tranne quelle basali che sono pubescenti specialmente nella pagina inferiore) e per i fiori più piccoli (corolla lunga 25-30 mm) e di colore blu-violaceo.

Biologia ed ecologia: D. austriacum fiorisce da metà maggio ai primi di luglio. L’impollinazione è necessariamente entomofila (tramite insetti), data la ridotta capacità di auto-fecondazione. È probabilmente in grado di produrre banche di semi persistenti nel tempo, ma non si riproduce per via vegetativa. Nelle Alpi si rinviene nelle praterie aride su suoli che derivano da rocce di natura carbonatica Camera icon 03. In genere, cresce su pendii con esposizione E-SE, tra 950 m e 2100 m di altitudine. È inoltre confinato ad aree con clima continentale, cioè con estati particolarmente calde e inverni decisamente rigidi, condizioni estreme che si rinvengono soltanto nella parte centrale dell’arco alpino.

Stato di conservazione: la specie è inserita negli allegati II e IV della “Direttiva Habitat”, ma non risulta protetta dalla LR 10/2008, a causa della relativa recente segnalazione della specie nella nostra regione. L’unica popolazione lombarda è costituita da due nuclei distanti poche decine di metri (praticamente uno sopra e l’altro sotto una parete) e che contano in totale un centinaio di individui. A causa dell’elevata inclinazione del pendio e della prossimità di una parete rocciosa, la popolazione lombarda è a forte rischio d’instabilità geomorfologica. Un’ulteriore minaccia potrebbe essere dovuta all’aumento dei fenomeni estremi (estati calde e siccitose), che potrebbero avere ripercussioni negative sulla capacità riproduttiva della specie.

Note per la ricerca: la specie è esclusiva delle aree più interne delle Alpi e dei substrati di natura carbonatica. È lecito supporre che in Lombardia ulteriori popolazioni potrebbero essere individuate soltanto in provincia di Sondrio e in particolare in alta Valtellina dove si trova questo tipo particolare di rocce.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta in piena fioritura. 

 

Citazione consigliata: Brusa G., Raimondi B., 2020. Stato delle conoscenze sulla distribuzione delle specie vegetali degli Allegati della Direttiva Habitat (92/43/CEE) in Lombardia: Dracocephalum austriacum. Società Botanica Italiana - Sez. Lombarda, Osservatorio Regionale per la Biodiversità di Regione Lombardia.

Questa scheda è stata realizzata nell'ambito del progetto LIFE IP GESTIRE2020.

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Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

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