fascia 01

Daphne petraea Leybold

Daphne petraea FFenaroli 01

dafne minore

 

Ordine: Malvales
Famiglia: Thymelaeaceae

 

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Distribuzione: Daphne petraea è una specie steno-endemica delle Prealpi Bresciane e Gardesane, con popolazioni certe lombarde (provincia di Brescia) e trentine (provincia di Trento), mentre risulta dubbia la presenza in Veneto. In Lombardia l’areale della specie si estende lungo una stretta fascia che dalla Corna Blacca a ovest arriva fino al Lago di Garda a est.

Identificazione: Pianta piccola (2-5 cm) a portamento di cespuglio con forma di pulvino emisferico (10-30 cm) Camera icon 03. Fusti legnosi alla base e di consistenza erbacea verso la cima; corteccia dei rami scura, con cicatrici trasversali. Le foglie sono lineari-spatolate (1-1,5x3-5 mm), ripiegate nel senso della lunghezza e scanalate superiormente (e quindi di aspetto “carenato”), con nervatura centrale. I fiori, riuniti a 4-6 in fascetti apicali, presentano alla base brattee giallo-citrine (1x2 mm), acute e perianzio rosso-purpureo villoso, con tubo di 8-10 mm e lacinie ovate (3x4 mm) Camera icon 03. Il frutto consiste in una drupa molto piccola sparsamente pubescente che contiene un solo seme. 

Specie simili: Daphne petraea potrebbe essere superficialmente confusa con le congeneri D. striata e D. cneorum dalle quali si differenzia per le dimensioni nettamente minori (2-5 cm di altezza contro i 5-10 cm di D. striata e 10-20 cm di D. cneorum), le foglie carenate e più piccole (pochi mm, mentre superiori al cm nelle altre due) e il tubo corollino decisamente più lungo (8-10 mm invece di 5-6 mm). Nell’area gardesana è presente anche D. reichsteinii, interpretata come una specie di origine ibrida tra D. petraea e D. alpina. D. reichsteinii ha un aspetto simile a quest’ultima (cespuglio alto fino a 50 cm con foglie lunghe ca. 2 cm), ma è sempreverde e i fiori sono rosati invece che bianchi.

Biologia ed ecologia: La riproduzione della pianta avviene soprattutto per via vegetativa, con radici avventizie che si sviluppano a partire dal colletto della radice principale. La riproduzione sessuata avviene invece tramite autoimpollinazione o impollinazione entomogama mediata da lepidotteri, api e farfalle attirati dal colore e dal forte profumo emanato dai fiori e dal nettare secreto alla base dell’ovario. La pianta sembra mostrare una scarsa produzione di semi, nonostante la ricca fioritura. La pianta vive in luoghi rocciosi e nelle fessure delle rupi, dove si accumula il materiale organico che permette alle radici molto robuste di attecchire, soprattutto su substrato calcareo, tra 700-2000 m s.l.m.

Stato di conservazione: La specie è inserita nell’allegato II e IV della Direttiva 92/43/CEE. In Lombardia la specie è protetta in modo rigoroso sulla base della L.R. 10/2008. La specie è conosciuta in circa un centinaio di stazioni, solitamente di piccole/piccolissime dimensioni e non è esclusa la sua presenza in località non ancora censite, anche se non al di fuori dell'areale delineato. Lo status della popolazione è considerato stabile anche a causa delle condizioni estreme di crescita, marginalmente interessate da pressioni antropiche (riconducibili alla raccolta per collezionismo o eventualmente ad arrampicata).

Note per la ricerca: Daphne petraea cresce in genere su rupi o comunque in situazioni ambientali che richiedono prudenza nell’essere perlustrate. La specie può essere più facilmente individuata nel periodo di fioritura, tra maggio e luglio.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: La pianta in piena fioritura. 

 

Citazione consigliata: Raimondi B., Brusa G., 2020. Stato delle conoscenze sulla distribuzione delle specie vegetali degli Allegati della Direttiva Habitat (92/43/CEE) in Lombardia: Daphne petraea. Società Botanica Italiana - Sez. Lombarda, Osservatorio Regionale per la Biodiversità di Regione Lombardia.

Questa scheda è stata realizzata nell'ambito del progetto LIFE IP GESTIRE2020.

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Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

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