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Pontederia cordata L.   campagna C03

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pontederia

 

Ordine: Commelinales

Famiglia: Pontederiaceae

 

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Distribuzione: pontederia è originaria degli Stati Uniti Orientali, Messico, Centro e Sud America, ed è stata introdotta nel nostro e in altri continenti per scopi ornamentali, come pianta per stagni e laghetti. In Europa è presente in vari paesi ed è segnalata come specie esotica in espansione nel Belgio. In Italia risulta naturalizzata in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, mentre è casuale in Veneto. Nella nostra regione è stata rinvenuta in nuclei localizzati nelle province di Brescia, Como, Lecco e Varese.

Identificazione: si tratta di una pianta acquatica robusta e radicante nel fango grazie a rizomi striscianti. Ha fusti corti e indivisi. Le foglie sommerse sono lineari e prive di picciolo (sessili); quelle emerse hanno forma da lanceolata a cordata e picciolo lungo fino a 60 cm Camera icon 03. I fiori sono riuniti in un’infiorescenza eretta a forma di spiga, portata da un fusto fiorifero e caratterizzato da un’unica foglia abbracciante. L’infiorescenza è inoltre protetta, almeno all’inizio del suo sviluppo, da una spata (foglia modificata) lunga 5-17 cm. Ciascuna infiorescenza lunga fino a 15 cm, reca centinaia di fiori bilabiati di colore lilla-celeste Camera icon 03. I frutti sono piccoli otricelli con costolature dentate, contenenti ciascuno un solo seme.  

Specie simili: può essere superficialmente scambiata con altre specie della stessa famiglia, tutte da considerarsi esotiche e potenzialmente invasive. In particolare può essere confusa con Eichhornia crassipes, che però galleggia sulla superficie dell’acqua (non è ancorata al fondo) grazie al caratteristico picciolo fogliare ingrossato, ed è più tozza, ha fusto fiorifero più corto e fiori più grandi e vistosi.

Biologia ed ecologia: si tratta di una pianta perenne che può riprodursi sia vegetativamente, grazie alla frammentazione dei rizomi, sia sessualmente tramite semi. La fioritura avviene tra luglio e settembre; in seguito l’infiorescenza appassita si adagia sull’acqua rilasciando i semi (otricelli), che possono essere tuttavia dispersi anche da vento e animali. Nelle zone di origine, pontederia forma dense colonie nelle acque calme presso le rive di corpi d’acqua di varia natura, quali stagni, laghetti, zone umide, ruscelli e altri corsi d’acqua a lento scorrimento, inclusi i canali di irrigazione. In Lombardia si rinviene per il momento solo nei bacini in cui è stata in passato piantata. Le condizioni ottimali di crescita includono pieno sole e suoli ed acque ricchi di nutrienti; la specie può però sopravvivere anche in ambienti moderatamente ombreggiati e/o poco fertili.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: pontederia è stata inserita nella Lista Nera ai sensi della Legge Regionale 10/2008, tra le piante oggetto di monitoraggio e contenimento. Gli impatti sugli ecosistemi acquatici sono al momento confinati ed incerti, ma la specie può avere effetti sulla biodiversità e sugli habitat acquatici, attraverso la creazione di popolamenti monospecifici, che competono con le piante autoctone, e alterano le condizioni di luce, nutrienti e flusso d’acqua. Il primo controllo della diffusione della specie consiste nell’evitare la messa a dimora di nuovi nuclei in corpi idrici in cui è assente. Laddove già presente, se il popolamento è contenuto, si può procedere all’estirpazione delle piante. Non è noto un metodo ottimale di rimozione per popolamenti estesi, ma, in analogia con altre specie invasive acquatiche, si possono praticare tagli ripetuti, rimozione con mezzi meccanici, manipolazione locale di parametri ambientali (ad es. la luce). In tutti i casi il materiale di risulta deve essere distrutto o adeguatamente smaltito, e deve essere evitata con ogni mezzo la dispersione di frammenti dei rizomi..

Note per la ricerca: è necessario controllare i corpi d’acqua, segnalare tempestivamente la presenza e se possibile eradicare la specie. Fare attenzione a:
• messa a dimora di specie acquatiche per scopi ornamentali;
• svuotamento di stagni e laghetti artificiali in corpi d’acqua naturali;
• impiego di mezzi meccanici utilizzati in zone infestate: i semi e i frammenti di rizoma possono essere trasportati nel fango.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta intera. 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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