fascia 01

Spiraea japonica L.f.   campagna C03

WorkInProgress2

spirea del Giappone

 

Ordine: Rosales

Famiglia: Rosaceae

 

iconaPDF xsmScarica il pdf della scheda (1032Kb)

 

  

 

 

Distribuzione: originaria del “Paese del sol levante”, come si desume dal nome, è stata da noi introdotta come pianta ornamentale. Ne esistono diverse cultivar e ibridi, ma non sono sempre chiare le relazioni genetiche con la specie selvatica, che sembra comunque essere l’unica forma spontaneizzata, almeno in Lombardia. La spirea del Giappone è riportata diffusamente allo stato spontaneo in alcuni paesi dell’Europa centrale e in minor misura in quelli settentrionali. In Italia è segnalata praticamente soltanto per le regioni settentrionali. In Lombardia è presente come specie invasiva nelle province nord-occidentali, mentre altrove è segnalata in modo sporadico ed è confinata alla fascia prealpina, sempre nella parte occidentale della regione.

Identificazione: è un arbusto caducifoglio, alto fino a 2 m, con fusti eretti, ascendenti o arcuati, in genere molto ramificati Camera icon 03. Le foglie sono alterne, con lamina da ovata a ovato-lanceolata, acuta all’apice e irregolarmente dentata sul margine, pubescente sui nervi. I fiori ermafroditi sono portati in corimbi; ha 5 petali di colore rosa porporino. Il frutto è formato da un follicolo deiscente (cioè che si apre a maturazione), contenente numerosi semi minuti.  

Specie simili: non confondibile con altre specie di arbusti, anche in inverno, per i tipici fusti arcuati e rossastri che portano numerose piccole gemme. In Lombardia è segnalata allo stato spontaneo anche l’esotica Spiraea salicifolia, con foglie ellittiche e fiori di colore rosa-biancastro portati in infiorescenze allungate (pannocchie).

Biologia ed ecologia: l'impollinazione di questa spirea è entomogama e ogni pianta è in grado di produrre centinaia di semi di dimensioni ridotte, in grado di essere dispersi dal vento e dall'acqua, nonché passivamente con la terra nel battistrada degli pneumatici o sulla carrozzeria degli automezzi. La loro vitalità può perdurare per molti anni nel suolo, formando una banca di semi sepolti. È una specie con una spiccata capacità pollonifera basale che spesso viene stimolata dal taglio. Cresce dalla pianura (querco-carpineti e querceti) sino alla montagna (faggete), su suoli tendenzialmente acidi e con buona disponibilità idrica. Risulta svilupparsi rigogliosamente in ambiente boschivo lungo le rive dei corsi d’acqua e nelle radure o più spesso in condizioni ecologiche simili ma di origine strettamente antropica, come strade, sentieri ed elettrodotti. Non tollera l’ombra fitta, tanto che la luce è necessaria per lo sviluppo delle plantule.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: la Legge Regionale 10/2008 ha inserito la spirea del Giappone nella Lista Nera con l’intento di monitorarla e controllarne la diffusione. Gli impatti di questa specie riguardano soprattutto la biodiversità, in quanto forma estese comunità monospecifiche che impediscono la crescita delle piccole piante del sottobosco (inclusa talvolta la rinnovazione del bosco), e subordinatamente l’accessibilità, poiché i nuclei estesi e densi di questa specie rallentano o impediscono il transito, ad esempio, lungo i sentieri. Ancora oggi le piante della spirea del Giappone sono vendute, anche se non sempre è chiaro se si tratti di cultivar o ibridi spesso sterili; a titolo precauzionale, sarebbe opportuno evitare di coltivarle, anche se si tratta per l’appunto di forme non selvatiche. In generale, occorre impedire la fruttificazione, tagliando l’infiorescenza appassita e quindi distruggendola (es. bruciandola); il materiale derivante dalle operazioni di potatura non va depositato in ambiente ma appositamente smaltito. Interventi ciclici di disturbo come la rimozione della copertura arborea nelle vicinanze delle popolazioni già spontaneizzate ne favoriscono l’ulteriore dispersione: in questi luoghi sarebbe quindi da evitare il taglio del bosco, favorendo invece una copertura densa di alberi e grandi arbusti. I semi germinano soltanto su suolo nudo Camera icon 03: semine (es. di graminoidi perenni, fiorume e altri miscugli autoctoni) o pacciamature (es. lettiera) ne inibiscono lo sviluppo.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere indirizzate a verificare nel tempo l’evoluzione delle popolazioni già insediate e soprattutto di individuare la presenza di nuovi nuclei. In particolare, le ricerche andrebbero concentrate agli ambienti boschivi in zone con caratteristiche ecologiche potenzialmente idonee all’insediamento mediante semi (es. terreno denudato lungo corsi d’acqua e soprattutto strade forestali).

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta intera (possibilmente in fiore). 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

Back to Top