fascia 01

Persicaria filiformis (Thunb.) Nakai e Persicaria virginiana (L.) Gaertn.   campagna C03

WorkInProgress2

poligono filiforme e poligono della Virginia

 

Ordine: Caryophyllales

Famiglia: Polygonaceae

 

iconaPDF xsmScarica il pdf della scheda (1102Kb)

 

  

 

Distribuzione: il poligono filiforme è originario dell’Asia orientale, mentre il poligono della Virginia, come si può intuire anche dal nome, arriva dalla parte orientale del Nordamerica. Entrambe sono state introdotte come piante ornamentali per bordura; ne esistono infatti alcune cultivar con foglie variegate di bianco o di rosso. La distribuzione in Europa e in Italia non è chiara, anche se non sembrano essere particolarmente diffuse allo stato spontaneo. In Lombardia sono state entrambe segnalate in Brianza, da dove hanno iniziato ad espandersi nei territori limitrofi. Altre popolazioni sono state osservate lontano dal territorio brianzolo, sebbene sembrino essere riconducibili a introduzioni indipendenti.

Identificazione: sono piante erbacee, rizomatose, alte fino a 130 cm. Le foglie sono alterne, la lamina tenue ovata o obovata, larga 2-10 cm, sessile o con picciolo lungo fino a 2 cm, di colore verde spesso con macchie rossastre Camera icon 03. Le infiorescenze sono spiciformi (a forma di spiga) Camera icon 03, strettamente lineari, lunghe sino a 35 cm, terminali e ascellari, con fiori caratteristicamente distanziati Camera icon 03; il perianzio (tepali) è molto piccolo. Il frutto è formato da un achenio biconvesso ed è di colore marrone .  

Specie simili: le due specie sono state confuse tra loro a livello vivaistico, così da essere vendute spesso con il nome una dell’altra specie; inoltre, il poligono filiforme era stato considerato come una semplice varietà di quello della Virginia. Ulteriore confusione deriva dal fatto che sono ancora riportate come appartenenti al genere Polygonum, da cui invece sono state separate in un genere distinto (per l’appunto Persicaria). In termini pratici le due specie sono piuttosto simili, ma osservando attentamente è possibile riconoscerle:
P. filiformis: foglie obovate con apice ottuso; tepali rossastri;
P. virginiana: foglie ovate con apice acuto; tepali biancastri.
In Lombardia sono presenti altre specie del genere Persicaria, sia autoctone che esotiche allo stato spontaneo. Tuttavia tutte queste altre specie presentano foglie ellittiche o lanceolate, con lamina che in genere non supera i 2 cm di larghezza.

Biologia ed ecologia: entrambe le specie sono perenni e, una volta insediatesi in genere da seme, si riproducono soprattutto per via vegetativa per mezzo dei fusti radicanti ai nodi. I semi sono trasportati passivamente nel battistrada degli pneumatici o sulla carrozzeria degli automezzi (terra frammista a semi), con la movimentazione volontaria di terra infestata (producono banca di semi sepolti nel suolo), oppure semplicemente trasportati dall’acqua di ruscellamento; non è chiaro invece se sono diffusi anche da specie animali, anche se appare verosimile. Sicuramente alcune introduzioni sono avvenute con lo smaltimento di materiale vegetale lungo le strade che attraversano i boschi, che è l’ambiente principale in cui non è raro trovarle convivere una accanto all’altra. È verosimile che entrambe formino una banca di semi sepolti nel suolo.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: entrambi questi poligoni sono stati inseriti nella Lista Nera di cui alla L.R. 10/2008, con lo scopo di monitorarli e contenerne l’espansione a livello regionale. I loro principali impatti sono dovuti alla capacità di accelerare la chiusura delle chiarie boschive e dei sentieri boschivi, oltre ad entrare in competizione con le specie autoctone del genere Persicaria (queste ultime risultano essere meno “aggressive” dei due poligoni esotici). Non sono disponibili indicazioni dettagliate sul loro contenimento. Lo sfalcio appare poco efficace, mentre l’estirpazione sembra essere un metodo sicuramente efficiente anche se laborioso. Tutti gli interventi devono essere ripetuti per almeno tre anni, al fine di esaurire la banca di semi sepolti nel terreno.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere finalizzate sia alla mappatura delle popolazioni già stabilizzate, sia all’individuazione di nuovi insediamenti, al fine di contenere il più possibile l’espansione al di fuori del territorio brianzolo.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: le foglie. 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

Back to Top