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Ligustrum L.  campagna C03

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ligustri orientali

 

Ordine: Lamiales

Famiglia: Oleaceae

 

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Distribuzione: i ligustri esotici invasivi sono originari dell’Asia orientale. Sono stati tutti ampiamente introdotti a scopo ornamentale, quelli di piccola taglia in particolare per la realizzazione di siepi. Sono state inoltre selezionate diverse cultivar, che differiscono soprattutto per la colorazione delle foglie. I ligustri orientali si sono quindi diffusi allo stato spontaneo, con diversa intensità secondo la specie, in numerosi paesi europei. In Italia sono segnalati in misura decrescente da nord verso sud. In Lombardia la loro distribuzione copre quasi per intero il territorio regionale, anche se ampie lacune sono presenti nelle aree montane e in alcune zone di pianura.

Identificazione: in generale, sono arbusti alti sino a 4 m (L. ovalifolium e L. sinense) oppure piccoli alberi alti sino ad una decina di metri (L. lucidumCamera icon 03), sempreverdi o (semi-)decidui in inverni particolarmente freddi; la corteccia è di colore bruno-cenerino; i giovani rami sono glauchi, pruinosi e flessibili. Le foglie sono opposte, con lamina da ovata a ovato-ellittica, verde scuro lucente sulla pagina superiore, inferiormente verde più chiaro e opaca. L’infiorescenza è una pannocchia terminale ai rami Camera icon 03; i fiori sono ermafroditi, odorosi e con corolla tubulosa di colore bianco o bianco-crema. Il frutto è rappresentato da una bacca nero-bluastra di forma subglobosa Camera icon 03.  

Specie simili: in Lombardia sono segnalati tre ligustri orientali come specie invasive:
L. lucidum (ligustro lucido): piccolo albero; giovani rami glabri; foglie lunghe almeno 6 cm, margine piatto e apice acuto o acuminato;
L. ovalifolium (ligustro ovalifoglio): arbusto; giovani rami perlopiù glabri; foglie lunghe sino a 7 cm, margine piatto e apice acuto;
L. sinense (ligustro cinese): arbusto; giovani rami pubescenti (da osservare con una lente!); foglie lunghe sino a 7 cm, con forma ovale o ovale-ellittica, margine ondulato e apice ottuso o smarginato.
Le due ultime specie a portamento arbustivo sono state confuse nel passato con l’affine ligustro comune (L. vulgare) e quindi largamente impiegate al posto di quest’ultimo anche in riforestazioni. Il ligustro comune, che rimane l’unica specie autoctona di questo genere, si riconosce per essere un arbusto meno vigoroso, dalle foglie decidue (di rado parzialmente persistenti in inverno) con forma ellittica o lanceolata; particolarmente difficile è la distinzione da L. ovalifolium, che può essere valutata solo osservando più foglie (in L. vulgare le tipiche foglie lanceolate sono portate verso l’apice dei rami).

Biologia ed ecologia: la fioritura avviene tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate ed è seguita da una abbondante fruttificazione verso la fine del periodo estivo. La riproduzione avviene da seme, disperso dall’avifauna. Tutte le specie rivegetano prontamente in seguito a drastiche potature o al taglio alla base del fusto. I ligustri orientali crescono allo stato spontaneo in boschi, boscaglie e impianti forestali artificiali (in particolare di conifere), soprattutto se in contatto con ambienti antropizzati. Infatti, la dispersione di queste specie è avvenuta in prevalenza partendo da piante coltivate nei giardini. L. sinense e in minor misura L. ovalifolium sono stati impiegati in rimboschimenti, da dove si sono diffusi nei boschi limitrofi. Tutte le specie non hanno particolari esigenze di suolo, anche se non tollerano quelli con un forte ristagno idrico. Crescono bene anche su suoli sottili, come le rupi, in particolare L. lucidum che tra le tre specie è la più amante di condizioni particolarmente aride e calde.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: tutte le tre specie di ligustri orientali sono considerate invasive, in particolare L. sinense e L. lucidum. Di conseguenza la Legge Regionale 10/2008 ha inserito tutte queste specie nella Lista Nera con l’intento di monitoraggio, contenimento e (escluso L. ovalifolium per la sua relativa minor invasività) eradicazione. I ligustri orientali hanno un forte impatto sulla biodiversità negli ecosistemi forestali: impediscono la rinnovazione del bosco e contrastano lo sviluppo delle piante erbacee; hanno effetto tossico sui macroinvertebrati; provocano cambiamenti nelle funzionalità ecosistemiche (specie sempreverdi). Occorre evitare in modo assoluto la piantumazione di queste specie, soprattutto di L. lucidum e L. sinense. Nel caso di siepi, è necessaria una regolare potatura annuale, in modo da ridurre la possibilità di fruttificazione. L’intervento immediato con l’estirpazione delle piante appare il metodo più efficace per contrastarne l’invasione negli ambienti naturali. Il taglio dei fusti è poco efficace, se non associato a trattamenti chimici.

Note per la ricerca: le ricerche devono essere estese a tutto il territorio regionale, con particolare attenzione ai boschi e cespuglieti nei pressi di abitazioni nella fascia planiziale e in quella collinare.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: le foglie (possibilmente più di una su di un ramo).

 

 Comparazione tra le foglie delle principali specie spontanee di Ligustrum in Lombardia

Confronto ligustri

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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