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Heteranthera reniformis Ruiz & Pav.  campagna C03

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eterantera reniforme, renella acquatica

 

Ordine: Commelinales

Famiglia: Pontederiaceae

 

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Distribuzione: questa pianta, originaria delle zone tropicali del continente americano, è stata introdotta in modo accidentale come infestante delle risaie. In Europa è infatti presente in modo prevalente nelle zone risicole di Portogallo meridionale e Italia settentrionale. In seguito, si è diffusa anche nelle aree limitrofe, dove ha colonizzato ambienti naturali con presenza di acqua durante la stagione estiva. In Lombardia ha la sua massima diffusione nella Lomellina e nella zona a sud di Milano; altrove è segnalata in modo sporadico ma in evidente espansione.

Identificazione: si tratta di una pianta erbacea, con fusti vegetativi sommersi a internodi allungati Camera icon 03 oppure subaerei parzialmente eretti, in particolare in quelli fioriferi. Le foglie della rosetta basale sono sommerse, sessili (prive di picciolo), da lineari a oblanceolate, di 24-37×3-8 mm, sottili; le foglie cauline (sul fusto) sono galleggianti o emerse, consistenti, picciolate, con lamina reniforme di 10-40×10-50 mm, base profondamente cordata, lunga quanto larga o più breve che larga Camera icon 03. Le infiorescenze presentano 2-8 fiori, sono spiciformi e di norma più brevi della spata; i fiori con perianzio bianco e zigomorfo, sbocciano circa tre ore dopo l’alba e appassiscono nel primo pomeriggio. Il frutto è una capsula allungata, contenente piccoli semi ovoidi con numerose ali longitudinali.  

Specie simili: facilmente riconoscibile, in Lombardia sono però segnalate altre due specie del genere Heteranthera, anch’esse in espansione e presenti nei medesimi ambienti di H. reniformis. Da questa specie, differiscono per i seguenti caratteri:
H. limosa: foglie emerse picciolate con lamina oblunga od ovata e base troncata o cuneata; fiori singoli;
H. rotundifolia: foglie emerse picciolate con lamina rotonda o oblunga e base cordata o troncata; fiori singoli.

Biologia ed ecologia: la specie produce una enorme banca di semi sepolti nel suolo, da cui ogni anno la popolazione si riprende. Tuttavia questa specie viene erroneamente considerata a ciclo annuale. Si comporta in effetti come tale in ambienti in cui l’acqua è presente in modo effimero, come le risaie e i fossi adibiti al loro approvvigionamento idrico, oppure le pozze soggette a prosciugamento o a gelo in inverno. È stata infatti osservata completamente sommersa nei fontanili durante la stagione invernale, protetta dalle “tiepide” acque sorgive e lentamente fluenti. È comunque una specie termicamente esigente, essendo di origine tropicale, e pertanto compie l’intero ciclo durante l’estate, favorita anche dalla sua rapidità di crescita. Quest’ultima caratteristica, abbinata al numero di piante che germinano dalla banca di semi, la rende capace di ricoprire estese superfici in alcune settimane. La disseminazione avviene per mezzo dell’acqua e di terra infestata dai semi (ad esempio, quella adesa ai mezzi agricoli); non si esclude nemmeno una disseminazione ad opera di uccelli, sia passivamente che nutrendosi della pianta.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: questa specie è stata inserita nella Lista Nera ai sensi della Legge Regionale 10/2008, quindi tra le piante oggetto di monitoraggio e contenimento. Gli impatti sugli ecosistemi acquatici sono al momento relativamente confinati, ma è plausibile che, anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto, questa specie possa colonizzare diversi corpi idrici naturali con effetti deleteri di portata eccezionalmente grave e di difficile rimedio. Allo stato attuale non si conoscono metodi di controllo in ambiente naturale, se non la rimozione manuale delle piante, alquanto difficoltosa perché i fusti si spezzano facilmente e permangono frammenti radicati al terreno.

Note per la ricerca: questa pianta di origine tropicale potrebbe essere favorita nella sua espansione dai cambiamenti climatici in atto. Le ricerche devono essere pertanto estese all’intero territorio regionale con lo scopo di verificare nel tempo la persistenza delle popolazioni conosciute e l’insediamento di quelle nuove, in particolare nei corpi idrici di interesse naturalistico presenti nelle aree protette

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta intera. 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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