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Crataegus L. sect. Coccineae Loudon campagna C03

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azzeruolo, lazzeruolo o biancospino americano

 

Ordine: Rosales

Famiglia: Rosaceae

 

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Distribuzione: questo gruppo di azzeruoli è originario del Nord America, dove è conosciuta l’esistenza di oltre 120 specie, oltre a diversi ibridi. Alcuni azzeruoli americani sono stati introdotti in Europa a scopo sia ornamentale che alimentare, attuando così una larga diffusione a livello continentale, sebbene allo stato spontaneo non risultino molto diffusi. Di fatto in Italia la presenza di questi azzeruoli americani sembra essere limitata soprattutto alle regioni settentrionali, dove si rinvengono principalmente come specie casuali (cioè con popolazioni non ancora pienamente stabilite in natura). Tuttavia in alcune zone della Lombardia, in particolar modo nell’alta pianura occidentale, alcuni azzeruoli americani risultano piuttosto invasivi.

Identificazione: in generale, si tratta di arbusti o alberelli caducifogli, alti al massimo fino a 10 m. La corteccia è di colore bruno-cenerino; i rami sono provvisti di lunghe e robuste spine. Le foglie sono ovate con lamina spesso scabra, incisa in lobi poco profondi e margine seghettato Camera icon 03. Le infiorescenze sono formate da lasse cime multiflore; i fiori sono larghi circa 2 cm, con 5 petali bianchi e numerosi stami Camera icon 03. Il frutto è un piccolo pomo globoso (circa 1 cm di diametro), rosso a completa maturazione e con numerosi semi Camera icon 03.  

Specie simili: difficilmente possono essere confusi con le specie autoctone del genere Crataegus, perché queste ultime hanno foglie con lobi molto incisi. Per il frutto, gli azzeruoli americani possono essere eventualmente confusi con l’azzeruolo comune (C. azarolus), pianta coltivata che però presenta anch’essa foglie con lobi molto incisi. Non è invece chiaro quali siano le specie di azzeruoli americani che sono spontaneizzate da noi. La sect. Coccineae è infatti composta da molte specie senza una netta discontinuità nei caratteri distintivi. Inoltre, non è chiaro se da noi siano arrivate esattamente le specie nordamericane oppure forme selezionate artificialmente, anche ibridogene, quindi con caratteri ancor più “mescolati” rispetto alle specie native.

Biologia ed ecologia: la fioritura avviene in primavera ed è seguita da una abbondante fruttificazione verso la fine dell’estate. La riproduzione avviene da seme, disperso dall’avifauna. Da noi gli azzeruoli americani crescono allo stato spontaneo nei boschi, soprattutto in quelli floristicamente degradati (es. robinieti), ma non è raro trovarli anche nei boschi di maggior valore naturalistico. Spesso sono piantati in giardini o aree seminaturali. Tuttavia non si riscontra sempre l’avvio di un processo di spontaneizzazione partendo da queste piante, a conferma dell’elevata variabilità genetica dei lazzeruoli americani.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: in relazione alla difficoltà di riconoscimento della specie, la Legge Regionale 10/2008 ha inserito in via cautelativa tutti gli azzeruoli americani tra le specie delle Lista Nera con l’intento di sottoporli a monitoraggio, quindi capirne in generale la capacità invasive e in seguito cercando di evidenziare eventuali differenze tra le entità specifiche presenti. In particolare, si dovranno anche capire gli effetti sugli ecosistemi forestali. Nel frattempo, sarebbe opportuno evitare la piantumazione dei lazzeruoli americani nelle vicinanze di aree boschive, preferendo come specie ornamentale e alimentare l’azzeruolo comune (C. azarolus). Nel caso non vengano consumati, sarebbe inoltre opportuno evitare di lasciare sulla pianta e a terra i frutti degli azzeruoli americani, che vanno piuttosto raccolti e distrutti (fuoco) o avviarli alla raccolta indifferenziata.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere indirizzate a verificare nel tempo l’evoluzione delle popolazioni già insediate.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: un rametto con foglie e spine oppure i frutti. 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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