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Cinnamomum glanduliferum (Wall.) Meisn. campagna C03

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falso canforo

 

Ordine: Laurales

Famiglia: Lauraceae

 

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Distribuzione: il falso canforo è originario della parte sud-orientale del continente asiatico, da dove è stata introdotto sin dall’Ottocento in Europa come pianta ad uso soprattutto ornamentale; non è esclusa che la sua introduzione sia dovuta ad un “errore”, essendo facilmente scambiato con il “vero” albero della canfora (Cinnamomum camphora). Soltanto negli ultimi 10-20 anni è divenuta una specie invasiva, in coincidenza con il deciso aumento delle temperature invernali imputabile ai cambiamenti climatici in atto. In Europa, trova la sua massima diffusione nella fascia dei grandi laghi prealpini e in particolar modo nella zona insubrica occidentale del Lago Maggiore.

Identificazione: è albero sempreverde alto fino a 20 m, con chioma larga e maestosa negli esemplari monumentali; ha corteccia grigio-bruna, prima liscia poi profondamente fessurata in verticale, desquamantesi in lamine, rosso-bruno di sotto, con aroma di canfora. Le foglie sono alterne, con picciolo robusto di 1,5-3(-3,5) cm e lamina ellittica, ovato-ellittica o lanceolata, di 6-15×4-6,5 cm, glaucescente sulla faccia inferiore, verde scuro e lucida su quella superiore , caratteristicamente penninervia, con 4-5 paia di nervi secondari Camera icon 03. Le infiorescenze sono pannocchie ascellari, lunghe 4-10 cm; i fiori giallognoli sono larghi fino a 3 mm Camera icon 03. Il frutto è una drupa globosa, nera a maturazione, con diametro di 1 cm, accompagnata alla base da una cupola di colore rosso e ondulata al margine.  

Specie simili: si tratta dell’unica specie del genere Cinnamomum presente allo stato spontaneo in Lombardia. Non può essere scambiato per alcuna altra pianta; nell’eventuale dubbio, basta stropicciare una foglia e sentire se è presente il caratteristico odore di canfora. Occorre però precisare che il vero albero della canfora (C. camphora), che non sembra essere presente da noi, differisce per le foglie triplinervie (cioè con tre nervature “principali” che si dipartono dalla base della lamina).

Biologia ed ecologia: il falso canforo si riproduce da seme e la crescita è molto rapida. La fioritura avviene in piena primavera e l'impollinazione è entomogama. La dispersione dei frutti avviene in prevalenza ad opera dell’avifauna. I centri di dispersione del falso canforo sono i parchi delle ville storiche, dove sono presenti esemplari di notevoli dimensioni. Da qui si è diffuso nei boschi circostanti, spesso secondari o di origine antropica (robinieti, castagneti). È tra la specie che meglio esprime i cambiamenti climatici in atto ed è perciò emblematica del processo di laurofillizzazione, cioè dell’ingresso nei boschi di specie forestali sempreverdi a foglia “larga” termicamente esigenti. Tuttavia, gli alberi di grandi dimensioni sono particolarmente sensibili alle nevicate, in quanto mal sopportano il peso della neve.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: il falso canforo è stato inserito nella Lista Nera di cui alla L.R. 10/2008, con lo scopo di sottoporlo a monitoraggio e contenerne l’espansione a livello regionale. Rilevanti sono gli impatti potenziali di questa specie: biodiversità (impedisce la rinnovazione del bosco e contrasta lo sviluppo delle erbacee), ecosistemi (altera le funzionalità ecosistemiche) e paesaggio (altera il tipico paesaggio naturale). Se ne sconsiglia in modo assoluto la piantumazione nei pressi degli ambienti naturali, in particolare dei boschi. Allo stato attuale del processo di invasione da parte di questa specie, per un suo controllo sembra essere sufficiente l’estirpazione dei semenzali, che può avvenire in modo agevole anche manualmente.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere finalizzate alla mappatura delle popolazioni spontanee. Questo permette di intervenire tempestivamente per il controllo della specie e soprattutto di monitorare l’ampliamento del suo areale a livello regionale che, sulla base dei cambiamenti climatici in atto, sarà verosimilmente in espansione.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: le foglie possibilmente mostrando sia la pagina superiore che quella inferiore (in foglie diverse). 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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