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Catalpa Scop. campagna C03

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catalpa, albero dei sigari

 

Ordine: Lamiales

Famiglia: Bignoniaceae

 

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Distribuzione: le catalpa sono originarie del continentale nord-americano (catalpa comune e catalpa vistosa) oppure di quello asiatico (catalpa cinese). Tutte queste specie sono state introdotte come piante ornamentali. A livello europeo sono nel complesso piuttosto diffuse e localmente anche spontaneizzate, tranne in Scandinavia; tuttavia, il panorama delle entità introdotte varia da nazione a nazione, essendo tra l’altro presenti anche forme ibride e numerose cultivar. In Italia, le catalpa sono riportate allo stato spontaneo soprattutto per il Piemonte e la Lombardia, sebbene la catalpa comune sia indicata anche in altre regioni, comprese quelle del centro-sud; in quasi tutte le regioni, tutte le specie non formano ancora popolazioni stabili nel tempo. La situazione in Lombardia è simile a quella italiana, sebbene sia lecito attendersi una stabilizzazione di almeno alcune popolazioni nel breve periodo; allo stato attuale, la specie che mostra una maggiore capacità invasiva è la catalpa cinese.

Identificazione: si tratta di alberi alti sino a 15 m, con chioma espansa, largamente convessa nei vecchi esemplari. Hanno foglie decidue, opposte, talvolta in parte verticillate Camera icon 03; picciolo molto lungo; lamina ampiamente ovata, larga e ampia oltre 25 cm, scabra, da sparsamente pubescente a glabra; margine intero o sinuoso, talvolta con lobi. I fiori sono riuniti in larghe pannocchie terminali Camera icon 03; hanno calice bilabiato, corolla campanulata, evidentemente bilabiata, colorazione diversa secondo la specie e con diffuse macchie di colori differenti rispetto a quello di base dei petali Camera icon 03. Il frutto è una capsula lineare allungata (“sigaro”), pendula, con semi ellissoidali, piatti, contornati da un’ala scariosa.  

Specie simili: allo stato attuale delle conoscenze, in Lombardia sono segnalate tre specie allo stato spontaneo (NB: può succedere di trovare forme intermedie, in particolare tra la catalpa cinese e le due americane, che potrebbero essere riconducibili a forme ibride o cultivar):
• catalpa cinese (C. ovata): almeno alcune foglie con evidenti lobi; fiore con corolla larga 20-25 mm e colore di base giallo; frutto largo 5-8 mm;
• catalpa comune (C. bignonioides): foglie perlopiù intere, decisamente puzzolenti se strofinate; fiore con corolla larga 2-4 cm e colore di base bianco; frutto largo 6-10 mm;
• catalpa vistosa (C. speciosa): foglie perlopiù intere, non o poco puzzolenti se strofinate; fiore con corolla larga 4-6 cm e colore di base bianco; frutto largo 10-15 mm.
Altre catalpa sono coltivate, ma sinora non sono segnalate allo stato spontaneo. Le catalpa giovani in assenza di fiori e frutti, possono essere confuse con la paulonia (Paulownia tomentosa) che presenta però sempre foglie opposte e fusti in sezione con un centro (midollo) cavo o suddiviso in setti (nelle catalpa il midollo è invece continuo).

Biologia ed ecologia: le catalpa fioriscono tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate; l’impollinazione è entomogama. In autunno sono maturi i caratteristici lunghi frutti che penzolano dai rami e che in questa stagione liberano una notevole quantità di semi trasportati dal vento; i frutti possono persistere anche nella stagione vegetativa seguente. Inoltre, le catalpa possono riprodursi vegetativamente tramite l’emissione di polloni. Tuttora sono diffusamente coltivate in giardini e parchi. La maggior parte delle specie si rinvengono allo stato spontaneo negli ambienti antropizzati, soprattutto lungo i margini di coltivi e nelle aree abbandonate di tipo ruderale; talvolta si tratta però di esemplari piantati e “inselvatichiti”. La catalpa cinese è stata invece osservata invadere greti fluviali, negli stessi ambienti in cui vivono pioppi e salici.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: in relazione alla difficoltà di riconoscimento delle diverse specie, la Legge Regionale 10/2008 ha inserito in via cautelativa tutte le catalpa tra le specie delle Lista Nera con l’intento di sottoporle a monitoraggio e quindi capirne la capacità invasive ai fini di un loro controllo. In particolare, si dovranno anche comprendere gli effetti sugli ecosistemi forestali, soprattutto fluviali. Nel frattempo, sarebbe opportuno evitare la piantumazione delle catalpa nelle vicinanze di aree boschive. Sarebbe inoltre necessario raccogliere i frutti prima della maturazione (piena estate) e distruggerli (fuoco) o metterli nell’indifferenziata. Il taglio ripetuto, eventualmente abbinato ad un diserbo localizzato delle ceppaie a scopo di completa devitalizzazione, e la cercinatura potrebbero essere una soluzione sufficiente a controllarne l’espansione. Occorre però verificare periodicamente l’emissione di polloni dall’apparato radicale e soprattutto la germinazione dei semi persistenti nel suolo.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere finalizzate sia alla mappatura delle popolazioni già presenti, sia all’individuazione di nuovi insediamenti. Una particolare attenzione dovrebbe essere data ai boschi presenti negli alvei fluviali. Queste attenzioni permettono di intervenire tempestivamente per il controllo delle diverse specie e soprattutto di monitorare l’ampliamento del loro areale a livello regionale.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: i fiori e/o i frutti ("sigari"). 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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