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Broussonetia papyrifera (L.) Vent.  campagna C03

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gelso da carta

 

Ordine: Rosales

Famiglia: Moraceae

 

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Distribuzione: il gelso da carta è originario dell’Asia orientale. Come si desume dal nome, è stato introdotto a scopo produttivo, sebbene non abbia avuto un largo e soprattutto utile impiego in Italia. In Europa è presente in prevalenza nelle aree meridionali, prediligendo climi caldi e asciutti. In Italia è infatti presente praticamente in tutte le regioni. È segnalato inoltre in tutte le provincie lombarde con una distribuzione, sebbene discontinua, nell’area planiziale e soprattutto in quella collinare.

Identificazione: è un albero caducifoglio, alto sino a 20 m, ma in genere non superante i 10 m, con portamento arbustivo ed estremamente pollonifero. La corteccia è di colore grigio, liscia o leggermente solcata; i giovani rami sono pubescenti. Le foglie sono alterne, con lamina da ovata a ellittico-ovata Camera icon 03, intera o con 3-5 lobi spesso irregolari Camera icon 03 (soprattutto nei turioni e nei giovani esemplari Camera icon 03), e margine grossolanamente seghettato; la lamina è pubescente sulla pagina inferiore e scabra su quella superiore. I fiori femminili e quelli maschili, entrambi privi di evidenti petali, sono portati su piante distinte; le infiorescenze femminili hanno una forma di capolino globoso, quelle maschili sono un amento pendulo. Il frutto è rosso-aranciato e globoso.  

Specie simili: è superficialmente simile al gelso comune (Morus alba), che però presenta rami glabri e lamine fogliari altrettanto glabre ma pubescenti sulle nervature.

Biologia ed ecologia: la fioritura avviene in primavera, ma la fruttificazione si riscontra di rado, perché le popolazioni sono costituite da piante di un solo sesso. La riproduzione tramite polloni è invece molto vigorosa e quindi la capacità di espansione vegetativa è elevata una volta insediatosi. Si rinviene principalmente in zone antropizzate, dove cresce in ambienti ruderali e presso i margini stradali, di solito su suolo ben drenato. Talvolta si inserisce in ambiti più naturali, per esempio in boschi termofili, attestandosi in prevalenza ai loro margini, ma entrando così in contatto con i prati magri. Nel passato era stato impiegato in impianti forestali artificiali.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: il gelso da carta modifica sensibilmente il paesaggio naturale, riduce la biodiversità dell’ecosistema boschivo e talvolta quello dei prati magri, inoltre danneggia i manufatti con le radici. È specie inclusa nella lista nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio e contenimento, allegata alla Legge Regionale 10/2008; è inoltre inserita tra le specie esotiche forestali a carattere infestante e dannose per la conservazione della biodiversità riportate nel Regolamento Regionale 5/2007. Data l’elevata capacità pollonante, la specie è di difficile controllo. È quindi necessario un approccio integrato tra metodi fisici (taglio, rimozione delle giovani piante), chimici (diserbo localizzato) e gestionali (piantumazione di alberi e arbusti con chioma densa).

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere indirizzate ad individuare le popolazioni di recente insediamento, perché sono quelle che possono essere più facilmente eradicate; in tal modo è possibile contrastarne l’ulteriore diffusione. Per quelle già insediate, occorre verificarne l’espansione, in particolare se aggrediscono comunità vegetali di interesse conservazionistico (es. prati magri).

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: alcune foglie. 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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