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Bambuseae Kunth ex Dumort  campagna C03

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bambù

 

Ordine: Poales

Famiglia: Poaceae

 

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Distribuzione: i bambù appartengono a una sezione (Bambuseae) della famiglia delle graminacee (Poaceae). Le specie presenti allo stato spontaneo in Lombardia sono tutte originarie dell’Asia orientale, da dove sono state introdotte principalmente a scopo ornamentale e come curiosità botanica, rivestendo invece un ruolo marginale nell’impiego pratico come materiale vegetale per la realizzazione di prodotti. In Europa i bambù allo stato spontaneo sono diffusi in modo disomogeneo, con una relativa maggiore frequenza nelle zone a clima temperato. Anche in Italia mostrano una distribuzione equiparabile, essendo segnalati in minor misura nelle regioni meridionali e nelle isole. Questa distribuzione è in modo analogo ricalcata anche alla scala lombarda, dove i bambù si rinvengono sia come frequenza che diversità di specie, soprattutto, nella fascia collinare e subordinatamente in quella prealpina.

Identificazione: tutte le specie di bambù sono piante erbacee perenni graminoidi e sempreverdi, a seconda della specie alte da circa 50 cm a 3 m e anche oltre in popolazioni mature. Sono dotate di un rizoma strisciante, spesso lungamente. I robusti culmi (fusti), hanno sezione più o meno cilindrica e nodi evidenti Camera icon 03; sono inoltre ramificati, ma in genere soltanto nella parte medio-alta. Le foglie sono semplici, dotate alla base di una guaina e sono solitamente portate su rami con corti internodi Camera icon 03. La fioritura è un evento eccezionale, in quanto si verifica in modo imprevedibile con cicli di parecchi decenni fino a oltre un secolo.  

Specie simili: i bambù, in particolare quelli con culmi alti, possono essere confusi con la canna domestica (Arundo donax). Quest’ultima però presenta foglie di colore verde glauco inserite direttamente sul culmo, che non è mai ramificato, e una infiorescenza molto evidente che si sviluppa ciclicamente ogni anno. La determinazione delle diverse specie di bambù è piuttosto complicata è si rimanda al prospetto in fondo alla scheda per un inquadramento a livello dei principali generi.

Biologia ed ecologia: i bambù si riproducono in modo esclusivo per via vegetativa attraverso il robusto rizoma sotterraneo nodoso e articolato, da cui si sviluppano ogni anno nuovi culmi a distanza da quelli “vecchi”, anche di qualche metro in talune specie. La velocità di espansione dipende dalla specie e porta spesso a formare densi popolamenti monospecifici. La spontaneizzazione del bambù è nella maggior parte dei casi dovuta a introduzioni volontarie, corrispondenti a coltivazioni abbandonate o a popolazioni che non si riesce più a contenere in uno spazio limitato; soprattutto nei bambù di piccola taglia, si osservano popolazioni spontanee originate dall’abbandono di rifiuti verdi. Gli ambienti invasi, come boscaglie e vegetazioni ruderali, sono legati sempre a un urbanizzato sparso o a zone rurali Camera icon 03. Molte specie sembrano tollerare un discreto ristagno idrico nel suolo.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: data l’esistenza di forme e varietà della stessa specie che complica ulteriormente la determinazione a livello specifico, tutte le specie di bambù sono state inserite nella Lista Nera ai sensi della Legge Regionale 10/2008, ovvero tra le piante oggetto di monitoraggio e contenimento in Lombardia. Allo stato spontaneo i bambù inducono una riduzione della biodiversità (formano nuclei monospecifici che escludono la crescita di qualsiasi altra pianta) e alterano il paesaggio naturale (densi nuclei di piante sempreverdi). Data la capacità di espandersi nei luoghi in cui sono piantati, la coltivazione deve avvenire soltanto dove è possibile un loro controllo, mai in ambienti naturali e seminaturali o nelle loro vicinanze. L’espansione tramite rizomi può essere contenuta interrando barriere o trincee, con profondità variabile tra 5-10 dm a seconda della specie. Sfalci o tagli prolungati riducono il vigore delle piante, ma senza un diserbo chimico sistemico sui ricacci, la pratica non risulta efficace. L’estirpazione dei rizomi richiede, in genere, macchinari pesanti e comunque anch’essa non è risolutiva se non dopo diversi interventi.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere ristrette alla mappatura delle popolazioni in ambienti naturali e seminaturali, soprattutto dove i bambù potrebbero espandersi senza alcuno ostacolo a discapito di comunità vegetali autoctone di pregio conservazionistico (es. querceti e querco-carpineti, prati polifitici, aree umide).

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: il gruppo di piante.

 

 Principali generi e caratteristiche distintive dei bambù spontanei in Lombardia

Confronto bambù 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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