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Quercus rubra L.  campagna C03

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quercia rossa

 

Ordine: Fagales

Famiglia: Fagaceae

 

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Distribuzione: la quercia rossa è nativa del continente nordamericano. In origine, è stata introdotta per scopi selvicolturali, in impianti sperimentali come alternativa alle querce autoctone; in seguito, per il maggiore vigore e la colorazione autunnale del fogliame è stata impiegata anche come pianta ornamentale, sia in parchi e giardini, sia in alberature stradali. In Europa è presente diffusamente in tutte i paesi, con l’eccezione di quelli scandinavi. In Italia è segnalata allo stato spontaneo unicamente nelle regioni del nord, ma soltanto in Piemonte e in Lombardia è riportata come invasiva. Tuttavia, anche nella nostra regione questo stato è raggiunto in poche aree, soprattutto localizzate nella porzione nord-occidentale; altrove, si rinviene di rado allo stato spontaneo con sparuti giovani esemplari e ancora meno di frequente con popolazioni in fase di espansione.

Identificazione: è un albero caducifoglio, alto anche oltre 30 m; la corteccia è relativamente liscia e uniforme, grigiastra; il tronco è robusto. Le foglie sono alterne, con lamina obovato-oblanceolata, larga 8-12 cm, liscia, un po’ cuoiosa e profondamente incisa in 3-5 paia di lobi triangolari e acuminati Camera icon 03. I fiori femminili e maschili sono portati da infiorescenze distinte sulla stessa pianta; le infiorescenze femminili sono solitarie o a 2-3 in spighe raccorciate, quelle maschili in amenti penduli, giallo-verdognoli. Il frutto è formato da una ghianda con cupola appiattita a baschetto, ricoprente il seme per 1/3 o meno.  

Specie simili: le querce autoctone si riconoscono per la corteccia bruna o bruno-grigiastra e soprattutto profondamente fessurata (perlomeno longitudinalmente con l’età) e per le foglie con lobi ottusi oppure acuti (se acuminati, allora le foglie sono più piccole, larghe al massimo 6 cm e con lamina ruvida).

Biologia ed ecologia: la quercia rossa raggiunge la maturità sessuale a 20-25 anni. L'impollinazione avviene tramite il vento. Ogni 2-5 anni si hanno le produzioni maggiori di ghiande. I semi hanno bisogno di un periodo di stratificazione fredda per germinare e a primavera molte delle plantule si sviluppano al di sotto della pianta madre; le plantule possono sopravvivere per un certo periodo anche in condizioni non adeguate di luce, costituendo una sorta di serbatoio di semenzali in grado di crescere rapidamente in condizioni migliori Camera icon 03. La dispersione delle ghiande avviene anche per mezzo di animali (uccelli, topi, scoiattoli, ecc.). Gli esemplari affermati hanno un’ottima capacità di rivegetare al taglio. La quercia rossa cresce spontanea nei boschi planiziali e collinari, in minor misura in quelli montani. Nella maggior parte dei casi, si tratta di impianti artificiali, da dove ha iniziato ad espandersi nei boschi limitrofi. Predilige suoli acidi, in genere con buona disponibilità idrica, in climi tendenzialmente piuttosto piovosi. Pur tollerando l’ombreggiamento, ha un tasso veloce di accrescimento soltanto in piena luce.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: la quercia rossa modifica sensibilmente il paesaggio naturale e riduce la biodiversità dell’ecosistema boschivo, alterandone profondamente le funzionalità. È specie inclusa nella Lista Nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio e contenimento, allegata alla Legge Regionale 10/2008; è inoltre inserita tra le specie esotiche forestali a carattere infestante e dannose per la conservazione della biodiversità riportate nel Regolamento Regionale 5/2007. Data l’elevata capacità pollonante e l’enorme produzione di ghiande che dà origine a un tappeto di semenzali, la specie è di difficile controllo. È quindi necessario un approccio integrato tra metodi fisici (taglio e sfalcio, rimozione delle giovani piante), chimici (diserbo localizzato) e gestionali (piantumazione di alberi e arbusti con chioma densa). Inoltre, se ne sconsiglia la messa a dimora come albero ornamentale, soprattutto nelle vicinanze di boschi, oltre ad evitare di spargere in altri ambienti la lettiera, che contiene spesso i semi.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere indirizzate ad individuare le popolazioni che sono in effettiva espansione, in modo tale da concentrare unicamente su queste gli interventi di contenimento.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: le foglie su un ramo.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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