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Humulus japonicus Siebold & Zucc.  campagna C03

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luppolo giapponese

 

Ordine: Rosales

Famiglia: Cannabaceae

 

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Distribuzione: il luppolo giapponese è originario dell’Asia orientale. È stato introdotto come pianta ornamentale, soprattutto per le sue caratteristiche di tappezzante a rapida crescita. In Europa, questa specie ha una distribuzione frammentata, presumibilmente legata ai (pochi) siti di introduzione. In Italia è presente unicamente nelle regioni centro-settentrionali. In Lombardia è ormai diffusa quasi ovunque.

Identificazione: nonostante le ragguardevoli dimensioni che può raggiungere, si tratta di una pianta erbacea annuale. I fusti crescono infatti fino a una lunghezza di 7 m; sono comunque erbacei (mai legnosi), scabri, rampicanti o attorcigliati ad altre piante. Le foglie sono opposte, con picciolo e nervi principali spinulosi; la lamina di colore verde vivo è palmato-lobata a contorno circolare, con 5(-7) lobi acuti Camera icon 03. I fiori maschili e quelli femminili sono portati da piante distinte ; le infiorescenze femminili sono pendule, ovate, con ovari provvisti di due stigmi allungati; le infiorescenze maschili, decisamente più grandi e perciò evidenti, sono a pannocchia e di colore giallo-verdognolo Camera icon 03. Il frutto è un achenio contornato da brattee.  

Specie simili: il luppolo giapponese può essere confuso soltanto con l’autoctono luppolo comune, H. lupulus, che si distingue per essere pianta perenne con fusti più robusti (in parte legnosetti) e soprattutto per le foglie con 3 lobi o eccezionalmente 5.

Biologia ed ecologia: a dispetto delle dimensioni raggiunte, è una pianta annuale, che si riproduce unicamente da seme; la fioritura avviene dalla seconda metà dell’estate all’inizio dell’autunno. Di conseguenza chiude il ciclo alla fine della stagione autunnale, per quindi rispuntare da seme nella primavera successiva; la germinazione dei semi risulta scalare ed è favorita dalle piogge. Preferisce condizioni di crescita con temperature elevate, anche se necessita di suoli con buona disponibilità idrica. Si rinviene soprattutto lungo i corpi d’acqua, inclusi quelli con acqua ferma (es. laghi, stagni), perché i semi sfruttano soprattutto l’acqua come mezzo di dispersione. Le infestazioni lungo i greti dei fiumi possono essere localmente impressionanti, soprattutto nei saliceti e nei pioppeti su suoli ricchi di nutrienti. Non di rado si riscontra anche a margine delle strade.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: il luppolo giapponese è inserito nell’Elenco delle Specie Invasive Vegetali ed Animali di Rilevanza Unionale (Regolamento UE 2016/1141), ed è quindi soggetta a misure di rilevamento precoce ed eradicazione rapida; il commercio è inoltre proibito. La specie è anche inserita nella Lista Nera della L.R. 10/2008, per il monitoraggio e il contenimento alla sua espansione. Il principale impatto di questa specie è quello di impedire la crescita di altre piante, poiché forma dense ed estese coperture monospecifiche. Si tratta di una pianta di difficile controllo (ad esempio, la banca di semi viene esaurita non prima di tre anni), richiedendo un notevole sforzo combinato tra i metodi di lotta. La piantumazione di alberi e arbusti con chioma densa può aiutare nel controllo, ma soltanto se abbinata a trattamenti fisici (sradicamento, sfalcio, erpicatura, ecc.) e chimici (diserbo); anche la semina di erbacee perenni formanti un cotico denso e continuo aiuta a contrastarne l’insorgenza.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere indirizzate ad individuare le popolazioni di recente insediamento, perché sono quelle che possono essere più facilmente eradicate; in tal modo è possibile contrastarne l’ulteriore diffusione. Le ricerche dovrebbero essere quindi concentrate nella fascia collinare e nelle vallate prealpine e alpine.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: le foglie.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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