fascia 01

Heracleum mantegazzianum Sommier & Levier   campagna C03

WorkInProgress2

Panace di Mantegazza

Heracleum persicum Fischer e Heracleum sosnowskyi Mandenova *

 

Ordine: Apiales

Famiglia: Apiaceae

 

iconaPDF xsmScarica il pdf della scheda (1.355Kb)

 

  

 

 

 

Distribuzione: originario del Caucaso, Heracleum mantegazzianum è stato importato in Europa alla fine dell’Ottocento come pianta ornamentale e, in alcuni casi, mellifera. Oggi è diffuso in Europa settentrionale e centrale, compresi il Regno Unito e alcune località dell'Islanda. In Italia è presente nelle regioni alpine. In Lombardia è in prevalenza confinato nelle province di Bergamo, Brescia e Sondrio.

Identificazione: pianta erbacea perenne (a volte bienne) di grandi dimensioni (fino a 5 m di altezza); presenta un fusto robusto del diametro di 5-10 cm alla base, di norma con larghe macchie violacee (anche sui piccioli fogliari) Camera icon 03. Le foglie, lunghe 1-3 m e di colore verde scuro o giallastro e lucide, sono dentate, tripartite o completamente divise in 3-7 segmenti lunghi fino 1.3 m, pennato-lobati, con peluria (pubescenti) sulla pagina inferiore Camera icon 03. I fiori hanno petali trilobati bianchi o rosei e sono riuniti in grandi infiorescenze ad ombrella piatta dal diametro fino a 50 cm.  

Specie simili: Heracleum mantegazzianum può essere confuso, oltre che con le affini specie esotiche H. persicum e H. sosnowskyi (v. nota in calce *), con le seguenti specie autoctone:
Heracleum sphondylium che ha dimensioni minori (al massimo a 150-200 cm di altezza) e fusto densamente pubescente nella parte superiore; le foglie sono grigio-verdi e opache, a lamina semplice, lunga al massimo 60 cm, profondamente lobata ma con lobi meno acutamente dentati rispetto a H. mantegazzianum. Anche l’infiorescenza a ombrella è più piccola (diametro massimo di 20 cm) e i fiori sono di colore bianco o verde-giallo.
Angelica archangelica che è quasi glabra (priva di peli), alta 100-230 cm con un fusto talvolta arrossato, ha foglie con lamina profondamente incisa, pennatosetta (simile alla penna di un uccello). I fiori riuniti in un’ombrella molto convessa, sono verdastri o bianco-giallastri.

Biologia ed ecologia: Heracleum mantegazzianum predilige i terreni freschi, ricchi di azoto e un clima continentale (estati calde ma piovose e inverni freddi). È presente dalle pianure fino all'orizzonte montano (talvolta subalpino). Si trova in siepi e margini forestali, nei prati, lungo i sentieri, gli argini dei corsi d'acqua e le rive lacustri, in zone ruderali e incolti. Raggiunge la maturità dopo 2-5 anni e muore dopo aver prodotto i semi. Ha impollinazione entomofila, ma è in grado di auto-impollinarsi. I semi germinano bene dopo il primo inverno, ma in seguito la loro vitalità decresce rapidamente.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: Heracleum mantegazzianum è specie esotica invasiva ed è inserita nella Lista Nera delle specie vegetali oggetto di monitoraggio ed eradicazione, ai sensi della Legge Regionale 10/2008. È una specie di rilevanza unionale (Regolamento UE 2016/1141) e ne è vietato il commercio. Ha una grande capacità di rigenerazione e forma densi popolamenti monospecifici arrecando danno alla biodiversità. È una specie estremamente tossica: nel caso di contatto, la linfa della pianta rende sensibile la pelle ai raggi solari e quindi suscettibile a gravi ustioni anche mortali. Piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o addirittura permanente. La linfa rimane tossica anche alcune ore dopo che la pianta è stata tagliata, così come sui vestiti con cui è entrata in contatto. La diffusione della specie deve essere prevenuta con ogni mezzo e laddove presente, deve essere eradicata con tagli e trattamenti prima della dispersione dei semi; i residui devono essere smaltiti in modo idoneo e si deve evitare il trasporto di suolo contaminato da semi, anche pulendo accuratamente i macchinari.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere finalizzate sia alla mappatura di tutte le popolazioni, anche le più piccole. Questo permette di intervenire tempestivamente per l’eradicazione, nonché di monitorare l’eventuale ampliamento dell’areale della specie e il successo delle misure di eradicazione. In Lombardia deve essere in particolar modo ricercata nelle aree alpine, in particolare le ricerche devono essere estese all'intero percorso dei principali corsi d’acqua.

Note aggiuntive: Il Regolamento Europeo 1143/2014 e la Lista Nera lombarda, includono anche le esotiche invasive Heracleum persicum e H. sosnowskyi, presenti allo stato spontaneo in Europa ma per ora non Italia. H. persicum in genere non supera i 2 m d'altezza, ma può arrivare anche a 3-4 m; ha foglie più divise e con incisioni più profonde rispetto a H. mantegazzianum, e il loro margine è anche meno seghettato. Le infiorescenze ad ombrella sono più convesse rispetto a H. mantegazzianum, mentre i peli sul fusto sono dritti, più rigidi e più chiari. Anche H. sosnowsky si distingue principalmente per le dimensioni più ridotte (fino a 3 m). Ha inoltre foglie meno divise, e una fine e corta peluria sui raggi delle ombrelle.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta intera.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

Back to Top