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Rana temporaria

geotritone di strinati

Rana temporaria o Rana montana

 

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Classe: Amphibia

Ordine: Anura

Famiglia: Ranidae

 

Distribuzione in Lombardia: la distribuzione della specie è soprattutto alpina e prealpina e interessa la porzione settentrionale della regione, con l’eccezione delle popolazioni del rilievo appenninico nell’estremo sud del territorio regionale. Frequenta un intervallo altimetrico piuttosto ampio, a sostegno della sua valenza ecologica: va da un minimo di 100 m delle località Orino (VA) e S. Giovanni Bianco (BG) a un massimo di 2.550 m in Valdidentro (SO), sito riproduttivo più alto d’Europa (VENCES et al. (2003). rane verdi 2

Identificazione: ha una lunghezza compresa tra i 6 e i 10 cm. Ha la testa corta ed il muso arrotondato, struttura robusta con arti posteriori relativamente brevi, il suo colore dorsale varia dal rosso al marrone dorato spesso cosparso di macchie scure, presenti anche intorno ai timpani. Il verso è costituito da un leggero borbottio, simile al tubare di un colombo.

Specie simili: Rana agile o dalmatina, che però ha dimensioni minori, il corpo più snello, la testa più appuntita, la colorazione più delicata (tende al marrone uniforme) ed è bianca sul ventre.

Biologia ed ecologia: predilige i rilievi spingendosi, sulla catena alpina, anche a quote elevate. Frequenta soprattutto gli ambiti forestali e le praterie d’alta quota, in modo particolare se interessate dalla presenza di corsi d’acqua, laghetti, pozze d’alpeggio e torbiere. Ha una spiccata capacità di colonizzare invasi di recente formazione o pozze temporanee. Durante il periodo estivo patisce le temperature eccessivamente elevate associate a bassi valori di umidità relativa, pertanto alle quote più basse la specie si rinviene in forre e in vallecole ombrose. L’attività riproduttiva può iniziare a fine febbraio alle basse quote, mentre è tardo primaverile in ambiente alpino.

Stato di conservazione: è inserita nell’Allegato V della “Direttiva Habitat” e nell’Appendice III della Convenzione di Berna. È classificata come “Least Concern” (LC - minor preoccupazione) nella “Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani” La specie è ancora ben distribuita e localmente abbondante sulle Alpi lombarde, localmente la specie può essere soggetta a pressioni quali l’immissione di ittiofauna nei bacini in cui si riproduce, la mortalità dovuta al traffico veicolare ed il prelievo a scopo alimentare.

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

 

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