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Triturus carnifex   

Tritone alpestre

Tritone crestato italiano

 

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Classe: Amphibia

Ordine: Caudata

Famiglia: Salamandridae   

 

Distribuzione in Lombardia: la specie appare ben distribuita nelle zone di pianura solcate dal Po e dai suoi maggiori affluenti, in particolare nelle province di Cremona, Lodi e Pavia. In diverse aree della pianura, tuttavia, sono presenti popolazioni tra loro isolate ed in progressiva diminuzione. Anche nel settore prealpino, soprattutto nelle province di Varese, Como, Lecco e Bergamo, il tritone crestato italiano è presente su un’estensione di territorio piuttosto ampia, ma con situazioni locali di abbondanza e diffusione differenti. Nel settore alpino la specie appare invece localizzata, con poche popolazioni presenti in provincia di Sondrio e nella parte settentrionale. Salamandrina perspicillata 2

Identificazione: il Tritone crestato italiano è un urodelo di struttura relativamente robusta, che può raggiungere i 15 cm di lunghezza. È riconoscibile in tutte le stagioni per la sua colorazione ventrale rossa o arancione con estese macchie nere. Le femmine e i giovani si distinguono per una caratteristica linea gialla mediodorsale; il maschio, in fase acquatica, è provvisto di una vistosa cresta frastagliata lungo tutto il corpo (coda inclusa) e sulla coda è ben visibile una banda laterale argentata, mentre in fase terrestre presenta il dorso nerastro. 

Specie simili: il Tritone crestato italiano è un urodelo di struttura relativamente robusta, che può raggiungere i 15 cm di lunghezza. È riconoscibile in tutte le stagioni per la sua colorazione ventrale rossa o arancione con estese macchie nere. Le femmine e i giovani si distinguono per una caratteristica linea gialla mediodorsale; il maschio, in fase acquatica, è provvisto di una vistosa cresta frastagliata lungo tutto il corpo (coda inclusa) e sulla coda è ben visibile una banda laterale argentata, mentre in fase terrestre presenta il dorso nerastro.

Biologia ed ecologia: è una specie rinvenibile sia in zone aperte che in ambienti boschivi, prevalentemente di latifoglie, ricchi di sottobosco. In Lombardia è abbastanza frequente fino alla quota di 1.100 m e più sporadico a quote superiori fino a 1.700 m. Durante la fase di vita terrestre (giugno-febbraio) svolge attività notturna, necessitando di umidità al suolo e di copertura arborea o arbustiva. Raggiunge l’acqua tra febbraio e marzo e vi rimane sino a maggio-giugno. Per la riproduzione predilige corpi d’acqua temporanei, di dimensioni medio-piccole, non molto profondi, con acqua limpida, soleggiati, con vegetazione e situati all’interno o in prossimità di aree boscate. Le larve, una volta metamorfosate, abbandonano l’acqua per tornarvi al momento della maturità sessuale, raggiunta tra due e quattro anni di età a seconda della quota.

Stato di conservazione: la specie è inserita negli allegati II e IV della “Direttiva Habitat” e in appendice II della Convenzione di Berna. È inoltre classificata come “Near Threatened” (NT - quasi minacciata) prossima a “Vulnerable” (VU - vulnerabile) nella “Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani”. È una specie in declino a livello italiano, in Lombardia le popolazioni planiziali risultano in calo pur rimanendo più diffuso nella fascia collinare e prealpina la specie soffre localmente l’alterazione degli ambienti di vita, dovuti per esempio all’introduzione di fauna esotica ed al precoce disseccamento estivo degli habitat di riproduzione.

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

 

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