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Impatiens glandulifera Royle   campagna C03

C03 Impatiens Brusa a

balsamina ghiandolosa

 

Ordine: Balsaminales

Famiglia: Balsaminaceae

 

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Distribuzione: questa specie è originaria delle montagne himalaiane. Il suo areale originario è relativamente piccolo rispetto all’areale in cui si è poi diffusa in seguito a introduzioni a scopo ornamentale e/o come pianta nettarifera in apicoltura. Oggi è specie invasiva in Europa, Nord America e Nuova Zelanda. In Italia è presente soprattutto nelle regioni settentrionali, ma si sta diffondendo rapidamente anche nel centro. In Lombardia è segnalata in quasi tutto il territorio, risultando particolarmente invasiva in corrispondenza delle zone montuose.

Identificazione: si tratta di una pianta erbacea annuale alta 1-2 m con fusto glabro, eretto e succulento, di colore rossastro ai nodi. Le foglie lanceolate sono riunite allo stesso nodo in gruppi di 2 (opposte) o 3 (verticillate), e hanno margine seghettato Camera icon 03. Le infiorescenze sono formate da 5-12 fiori piuttosto grandi e penduli, di colore rosa-porpora, talvolta un po’ biancastri. I sepali petaloidi formano una coppa con corto sperone, mentre i petali veri e propri si fondono in parte a costituire i caratteristici labbri superiore e inferiore Camera icon 03.

Specie simili: questa specie è l’unica Impatiens presente spontanea in Lombardia con foglie opposte e/o verticillate: tutte le altre specie hanno foglie alterne.

Biologia ed ecologia: a dispetto delle dimensioni raggiunte, è una pianta annuale, che si riproduce unicamente da seme; la fioritura avviene dalla giugno a settembre quando con la disseminazione si chiude il ciclo vitale dei singoli individui. I semi vengono prodotti in una capsula “esplosiva” che all’apertura li catapulta anche a parecchi metri di distanza. I semi germinano nella primavera successiva o si conservano per almeno 6 anni nel suolo. Forma densi popolamenti monospecifici, che alle nostre latitudini si rinvengono in luoghi umidi, come le zone palustri e soprattutto le rive dei corsi d’acqua, ma anche le radure forestali, i margini boschivi e stradali, gli incolti. Talvolta sembra essere deliberatamente introdotta a scopo ornamentale. È presente sia in pianura che nelle aree collinari fino all’orizzonte montano.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: la balsamina ghiandolosa è inserita nell’Elenco delle Specie Invasive Vegetali ed Animali di Rilevanza Unionale (Regolamento UE 2016/1141), ed è quindi soggetta a misure di rilevamento precoce ed eradicazione rapida; il commercio è inoltre proibito. Ha effetti negativi sulla biodiversità degli habitat in cui si insedia e la sua grande produzione di nettare fa sì che gli impollinatori trascurino i fiori delle altre specie, contribuendone ulteriormente al successo riproduttivo. Come conseguenza dei cambiamenti climatici, ci si aspetta un aumento della sua diffusione in zone più settentrionali e/o a quote più elevate anche oltre i mille metri s.l.m.. Il controllo dovrebbe essere effettuato innanzitutto evitando la semina o la messa a dimora delle piante, anche rinunciando eventualmente all’uso mellifero del fiore oppure, se il caso, controllandone meticolosamente la produzione di semi. In natura le piante possono essere sradicate prima della fioritura abbastanza facilmente, procedendo poi alla completa distruzione dei residui, ad esempio tramite incenerimento. In caso di popolamenti estesi si può procedere ad uno sfalcio a raso e alla successiva semina con sementi autoctone. Questo accorgimento è valido anche per prevenire l’insediamento di questa specie su suoli nudi prossimi a siti in cui è già presente .

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere finalizzate sia alla mappatura delle popolazioni già stabilizzate, sia all’individuazione di nuovi insediamenti. Questo permette di intervenire tempestivamente per il controllo e l’eradicazione, nonché di monitorare l’ampliamento dell’areale della specie soprattutto verso i territori montani e alpini.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: i fiori e i verticilli di foglie.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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