fascia 01

Asclepias syriaca L.   campagna C03

C03 Asclepias Brusa b

pianta della seta, pianta dei pappagalli

 

Ordine: Gentianales

Famiglia: Apocynaceae

 

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Distribuzione: questa specie è originaria del Nord America ed è stata importata come pianta ornamentale in Europa, dove è ormai naturalizzata in luoghi aperti e zone agricole. In Italia è presente in tutte le regioni settentrionali ad eccezione di Valle d’Aosta e Liguria; di recente è stata osservata anche in Basilicata. In Lombardia è presente soprattutto in pianura, sebbene sia segnalata in quasi tutte le province.

Identificazione: si tratta di una pianta erbacea perenne con lunghi rizomi sotterranei e fusti eretti, alti fino a 1-2 m. Ha foglie opposte, picciolate, di forma ellittica o lanceolata, piuttosto grosse (4-8x12-20 cm), con peluria grigio-biancastra sulla pagina inferiore (foglie tomentose). I fiori, con profumo dolciastro e colore dal rosa-porpora al bianco, sono riuniti in infiorescenze di dimensioni variabili (da 10 a 120 fiori) Camera icon 03. I frutti allungati (follicoli) Camera icon 03 producono semi relativamente piccoli caratterizzati da un ciuffo di peli bianchi e setosi Camera icon 03. Tutta la pianta produce lattice.

Specie simili: questa specie è difficilmente confondibile con altre.

Biologia ed ecologia: la specie si adatta ad un’ampia varietà di condizioni climatiche ed edafiche, rinvenendosi su suoli senza eccessivo ristagno idrico, in pieno sole o mezz’ombra. È in grado di colonizzare vari habitat, dai boschi, ai prati, alle rive dei corsi d’acqua. È frequente nei luoghi disturbati, come gli incolti, le massicciate ferroviarie, i bordi stradali e ambienti aperti simili. Fiorisce da giugno ad agosto e produce numerosissimi semi che vengono dispersi dal vento, anche in piccoli gruppi riuniti dalla peculiare peluria sericea. A ciò si aggiunge anche la riproduzione vegetativa attraverso i rizomi sotterranei, grazie ai quali, da un singolo individuo nato da seme o da un frammento di radice, si può sviluppare un gruppo clonale formato anche da diverse migliaia di fusti.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: la pianta della seta è inserita nell’Elenco delle Specie Invasive Vegetali ed Animali di Rilevanza Unionale (Regolamento UE 2016/1141), ed è quindi soggetta a misure di rilevamento precoce ed eradicazione rapida; il commercio è inoltre proibito. È infatti una pianta invasiva aggressiva e persistente che tra l’altro contiene in ogni sua parte diversi glucosidi velenosi per il bestiame, in particolare per gli ovini e i bovini. Grazie alla sua capacità di propagazione può insediarsi nelle comunità vegetali sostituendosi alle specie autoctone. Analogo comportamento è stato osservato anche nei campi di sorgo, soia, orzo e mais, nell’areale originario. Il controllo deve prevedere la completa rimozione degli individui, poiché il solo sfalcio può al contrario aggravare il problema, stimolando lo sviluppo degli apparati e delle gemme sotterranei. Il materiale di risulta non deve essere compostato, ma deve essere completamente distrutto ad es. tramite incenerimento. Si deve evitare di mettere a dimora nuove piante, ultimamente pubblicizzate nelle vendite online come piante dei pappagalli, per la curiosa forma del frutto in fase di maturazione.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere finalizzate sia alla mappatura delle popolazioni già stabilizzate, sia all’individuazione di nuovi insediamenti. Questo permette di intervenire tempestivamente per il controllo e l’eradicazione, nonché di monitorare l’ampliamento dell’areale della specie in Lombardia.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta intera o l'infiorescenza.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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