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Robinia L.   campagna C03

C03 Robinia a

robinia, gaggìa, acacia *

 

Ordine: Fabales

Famiglia: Fabaceae

 

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Distribuzione: la robinia è originaria del Nordamerica orientale. Di provenienza coloniale, venne utilizzata a fini sperimentali e successivamente scambiata privatamente tra cultori e appassionati. Nella seconda metà dell’Ottocento veniva impiegata in modo estensivo per consolidare gli argini delle prime linee ferroviarie in costruzione. In Europa è stata introdotta dal 1601, in Italia dal 1662 e nello specifico in Lombardia è coltivata almeno dal 1785 all’Orto Botanico di Pavia e naturalizzata almeno dal 1855. Diffusa in tutte le province lombarde, dove viene considerata specie invasiva.

Identificazione: albero deciduo alto 2-25 m oppure arbusto pollonante (ceduato), con sistema radicale molto esteso in superficie; corteccia di rami e giovani fusti omogenea, grigiastra, quella dei tronchi fessurata longitudinalmente in losanghe lunghe e strette. Foglie composte in media di 13-15 segmenti ellittici, di 3-5×1-2 cm, arrotondati all’apice, di un verde un po’ glauco, più chiari di sotto; stipole trasformate in spine robuste, nero-brunastre. Fiori molto profumati, in racemi ascellari penduli, lunghi 10-20 cm; corolla papilionacea, lunga 15-20 mm, bianca con vessillo giallo alla base. Il frutto è un legume di 5-10×1 cm, appiattito, glabro, contenente 3-10 semi lenticolari-reniformi, bruni, opachi Camera icon 03.  

Specie simili: la specie largamente più diffusa in Lombardia è Robinia pseudoacacia. Tuttavia allo stato spontaneo, soprattutto nella parte nord-occidentale della regione, è presente anche R. viscosa Camera icon 03. Quest’ultima specie si distingue dalla più comune R. pseudoacacia per i giovani rametti poco o per nulla angolosi e con peli ghiandolari Camera icon 03, nervatura fogliare con peli ghiandolari, calice arrossato e corolla bianco-rosata o rosa Camera icon 03, legumi con peli ghiandolari Camera icon 03. Sono, inoltre, presenti forme ibride che si originano quando le due specie crescono assieme; in genere le piante ibride hanno superficialmente l’aspetto di R. pseudoacacia, con la differenza dei fiori arrossati.

Biologia ed ecologia: il periodo di fioritura è tra aprile e giugno. I semi racchiusi nel legume, sono dispersi dal vento. La riproduzione può essere anche vegetativa, in questo caso si ha la produzione di polloni che crescono anche a notevole distanza dalla pianta madre. Si sviluppa in boschi planiziali e collinari, scarpate, habitat incolti e siepi.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: è specie inclusa nella lista nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione, allegata alla L.R. 10/2008 della Lombardia. La capacità espansiva della robinia è massimale fintanto che l’uomo ne pratica la gestione soprattutto attraverso il taglio ripetuto (ceduazione); pertanto, il recupero delle specie native e dei loro assetti naturali nelle cenosi infestate da robinia (boschetti e boscaglie) può conseguirsi a 25-30 anni dall’ultimo intervento perturbativo. Per evitare che le piante rigettino, è possibile praticare la cercinatura asportando un anello di corteccia largo 15 cm; in questo modo le radici non ricevono più gli elaborati della fotosintesi e nell’anno successivo l’albero può essere abbattuto senza rischio di reviviscenze.

Note per la ricerca: la diffusione di questa specie è generalmente indice di una scarsa qualità degli ecosistemi forestali, non già di una condizione naturale dei boschi stessi (la robinia è una pianta frugale), talvolta dovuta alle attività selvicolturali che hanno favorito questa specie a rapido accrescimento rispetto a quelle autoctone più lente.

* Note aggiuntive: poiché R. viscosa è raramente distinta da R. pseudoacacia, nella L.R. 10/2008 sono state considerate tutte le specie del genere Robinia nella Lista Nera.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la foglia o l'infiorescenza.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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