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Helianthus tuberosus L.  campagna C03

C03 Helianthus a

Topinambur, girasolino, tartufo di canna

 

Ordine: Asterales

Famiglia: Asteraceae

 

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Distribuzione: il topinambur è originario del Nordamerica. In Lombardia è presente dal 1834 come pianta coltivata, e dal 1897 come naturalizzata. È diffusa in tutto il territorio, soprattutto in pianura, ma con risalite in ambito collinare. Nella maggior parte delle province lombarde è invasiva; mentre a Cremona, Lodi e Pavia è naturalizzata. Il topinambur ha un interesse ortofloricolo ed è stato oggetto di sperimentazioni alimentari legate all’economia del periodo coloniale.

Identificazione: pianta erbacea perenne a fusti eretti, gregari, alti 1-2 m, ispidi nella porzione superiore, inseriti su rizomi segnati da ingrossamenti fusiformi dello spessore di circa 3-5 cm. Foglie superiori alterne, le inferiori in genere opposte; lamina verde scuro di sopra, ispido-biancastra inferiormente, da ovata a ovato-lanceolata, di 10-25×7-15 cm, acuminata, finemente dentata al margine, con base attenuata in un picciolo alato, lungo 1/4 della stessa. Capolini del diametro di 4-8 cm, eretti Camera icon 03; brattee lunghe quanto l’involucro, più o meno divaricati, lanceolati, acuminati, cigliati, verde scuro; ricettacolo convesso; fiori ligulati in numero di 12-15, di 30-40×6-9 mm; fiori del disco gialli. Acheni di 5-6 mm, glabri o peloso-sericei.  

Specie simili: si può confondere con H. laetiflorus (un ibrido: H. tuberosus × H. pauciflorus), che però è caratterizzata da un fusto non superante i 2 m, e da brattee del capolino strettamente appressate. Differisce anche dal girasole comune (H. annuus) che è però una pianta annuale con fusti solitari e capolini decisamente più grossi (diametro > 10 cm).

Biologia ed ecologia: fiorisce tra agosto e ottobre. È presente soprattutto in habitat incolti, ripe e greti fluviali. La dispersione avviene agamicamente attraverso la movimentazione della terra infestata da rizomi e radici Camera icon 03; la dispersione per seme è meno efficace. I semi sono di piccole dimensioni e possono probabilmente diffondersi lungo i corsi d’acqua.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: è una specie inclusa nella lista nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione, allegata alla L.R. 10/2008 della Lombardia. Per il contrasto della specie non sono disponibili indicazioni dettagliate; l’estirpazione delle piante sembra essere il metodo più adatto, soprattutto in presenza di piccole popolazioni. Per prevenire la dispersione è utile evitare di movimentare la terra dove vengono coltivati, al fine di circoscriverne la coltivazione a un appezzamento ben delimitato ed anche non gettare rizomi e radici nel compost, ma metterle nell’indifferenziata. Dove possibile, coltivazione di piante antagoniste, in particolare di cespugli e arbusti, in grado di competere per lo spazio fisico.

Note per la ricerca: questa specie si concentra in vicinanza dei corsi d’acqua e in ambienti ruderali e semiruderali. È importante segnalare prontamente le nuove stazioni al fine di intervenire immediatamente con l’intento di eradicarla prima che si diffonda nelle aree limitrofe.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta intera, l'infiorescenza.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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