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Buddleja davidii Franch.  campagna C03

C03 Buddleja a

buddleja, albero delle farfalle, lillà dell’estate

 

Ordine:Lamiales

Famiglia: Scrophulariaceae

 

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Distribuzione: Buddleja davidii è una specie esotica invasiva originaria dell’Asia orientale (Cina). Introdotta deliberata-mente nel 1896 come pianta ornamentale nei parchi e nei giardini europei, è attualmente naturalizzata in gran parte degli stati dell’Europa centrale. In Lombardia è presente ovunque (invasiva), dalla fascia planiziale a quella submontana (0-1100 m s.l.m.).

Identificazione: è un arbusto a foglie decidue, alto 1-5 m, con fusti ramosi, piuttosto fragili, pubescenti da giovani e quasi tetragoni Camera icon 03. Le foglie sono picciolate o subsessili, opposte, lanceolate od ovato-lanceolate, acute e seghettate, verde scuro nella pagina superiore e bianco-cotonose in quella inferiore; le nervature sono infossate di sopra e sporgenti di sotto. Sono spesso presenti stipole, fuse tra loro. L’infiorescenza a pannocchia è formata da numerosissimi fiori, piccoli, tubulosi, lilla o porpora con fauce arancione, molto profumati e riuniti in grappoli cilindrici all’apice dei rami. I frutti sono formati da una piccola capsula contenente numerosissimi semi alati Camera icon 03.

Specie simili: è difficilmente confondibile con altre specie, se non con i salici (Salix sp. pl.), che tuttavia presentano foglie alterne.

Biologia ed ecologia: è una pianta pioniera, rustica, che si adatta molto bene a ogni tipo di suolo, anche se preferisce quelli calcarei; non teme il gelo. Ha un accrescimento rapido e produce un’abbondante quantità di semi (fino a 3 milioni per pianta) che vengono trasportati dal vento per lunghe distanze. I semi possono inoltre venire dispersi dall’acqua di ruscellamento e dai corsi d’acqua o essere trasportati passivamente nei battistrada degli pneumatici.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: è inclusa nella lista nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione, della L.R. 10/2008 della Lombardia, ed inserita tra le specie esotiche a carattere infestante e dannose per la conservazione della biodiversità riportate nel R.R. 5/2007. Su terreni degradati, aridi o ben drenati (come ambienti fluviali o ruderali perturbati dall’uomo) forma densi popolamenti che soppiantano la vegetazione indigena, riducendo così la biodiversità delle comunità preesistenti e modificando la fisionomia del paesaggio naturale; le dense coperture impediscono inoltre la rinnovazione naturale nei boschi. La migliore modalità di controllo è la prevenzione, astenendosi dalla messa a dimora a scopo ornamentale, anche negli ambienti gestiti (es. parchi pubblici); per prevenire la sua dispersione, si può evitare di lasciare terreno nudo nelle vicinanze delle popolazioni ed è utile effettuare un taglio selettivo, ripetuto per alcuni anni e/o coadiuvato dall’impiego di erbicidi, delle infiorescenze prima della fruttificazione. Se le caratteristiche ambientali e conservazionistiche lo consentono, è possibile piantare arbusti ombreggianti e seminare erbacee competitive.

Note per la ricerca: questa specie si concentra in vicinanza dei corsi d’acqua e in ambienti ruderali e semiruderali. È importante segnalare prontamente le nuove stazioni al fine di intervenire immediatamente con l’intento di eradicarla prima che si diffonda nelle aree limitrofe.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta, le foglie o le infiorescenze (anche sfiorite).

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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