fascia 01

Bidens frondosa L. incl. Bidens vulgata Greene *  campagna C03

C03 Bidens a

forbicina peduncolata

 

Ordine: Asterales

Famiglia: Asteraceae

 

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Distribuzione: la forbicina peduncolata è originaria del Nord America e comunemente diffusa come pianta invasiva, in tutte le province della Lombardia, dalla fascia planiziale a quella collinare.

Identificazione: pianta erbacea annuale, alta fino a 150 cm, con fusto eretto o ascendente, liscio, cavo, ramificato, glabro ed oscuramente quadrangolare, spesso arrossato. Foglie picciolate, opposte, le basali semplici a contorno lanceolato, le cauline maggiori e divise in 3 segmenti lanceolati, di cui il centrale sorretto da un peduncolo lungo fino a metà della lamina Camera icon 03; il margine dei segmenti è dentato, l’apice acuto. Capolini con brattee raggianti; i fiori hanno tutti corolla tubulosa, con 5 denti, giallo-aranciata Camera icon 03. di rado nel capolino sono presenti fiori periferici con corolla ligulata. I frutti sono acheni nerastri di 6-12 mm, strettamente rettangolari, a base attenuata, appiattiti, con setole erette ai margini e 2 reste apicali, a loro volta provviste di setole retrorse (per l’aggancio al vettore di disseminazione) .

Specie simili: può essere confusa con l’esotica Bidens bipinnatus, in quanto le foglie sono in prevalenza opposte, bipennatosette a contorno ovato, con segmenti laterali profondamente lobati. L’autoctona Bidens tripartita presenta invece il segmento fogliare apicale brevemente picciolato o anche sessile (senza picciolo).

Biologia ed ecologia: l’elevato vigore vegetativo e riproduttivo (semi) caratterizzano il successo di questa pianta nelle aree umide disturbate ed eutrofizzate Camera icon 03. In particolare, i formidabili appigli del frutto garantiscono alla pianta una diffusione della massima efficienza, che si realizza attraverso il pelo degli animali e gli abiti umani, oltre ad altri mezzi, come l’acqua di ruscellamento o quella dei corsi d’acqua, sulla quale i frutti galleggiano. Nel complesso la specie condiziona soprattutto la diversità floristica delle comunità vegetali igrofile, mentre è meno determinante sul paesaggio. Il peggior danno si evidenzia nei confronti di una forbicina autoctona (B. tripartita), che viene esclusa dal suo habitat e relegata a piccoli popolamenti residui. La forbicina peduncolata è caratteristica degli ambienti umidi secondari e di degrado, di norma su base fangosa, soggetti a inondazioni temporanee: fossi, alvei, sponde di cave e stagni, solchi umidi nei campi e nei prati, depressioni nei sentieri, strade rurali e urbane, pioppeti, boschi ripariali.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: è inclusa nella Lista Nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione, allegata alla L.R. 10/2008 della Lombardia. I frutti possono provocare infezioni dolorose nei cani (specialmente cani da caccia), infilandosi sotto la cute attraverso la pelliccia, nelle orecchie, nelle narici e anche in gola. La specie è talmente radicata nelle comunità vegetali invase, che un suo controllo è molto difficile. Di fatto il diserbo appare l’unico metodo efficace su estese popolazioni, ma va valutato attentamente il rapporto costi/benefici in termini ambientali. Dove possibile, si deve provvedere all’inerbimento con piante antagoniste, in particolare autoctone erbacee perenni in grado di competere per lo spazio fisico; tale coltivazione può essere eventualmente integrata con impianti di legnose ombreggianti (cespugli o piccoli arbusti).

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere indirizzate ad individuare nuovi focolai con un numero relativamente basso di esemplari, perché sono quelli che possono essere più facilmente eradicati; in tal modo è possibile contrastarne l’ulteriore diffusione. La specie deve essere quindi ricercata nelle province dov’è ancora localizzata, mentre dove la sua presenza è già fortemente affermata, sarebbe opportuno un continuo monitoraggio.

* Note aggiuntive: Bidens frondosa è molto simile all’esotica e all’altrettanto invasiva Bidens vulgata. Le due specie possono crescere assieme e pertanto si può generare confusione nel riconoscerle. Per questi motivi, la L.R. 10/2008 della Lombardia ha incluso Bidens vulgata nelle misure di contenimento e monitoraggio di Bidens frondosa. La caratteristica in maggior misura distintiva tra le due specie è il numero di brattee in ciascun capolino (NB: occorre osservare più infiorescenze sulla stessa pianta per arrivare ad una determinazione affidabile): in genere 8 o comunque al massimo 10 in Bidens frondosa, mentre in Bidens vulgata sono sempre in numero uguale o di solito superiore a 10.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta intera.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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