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Acer negundo L.   campagna C03

C03 Acer negundo

acero americano

 

Ordine: Sapindales

Famiglia: Sapindaceae

 

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Distribuzione: l’acero americano è originario del Nord-America. Si rinviene spontaneizzato in tutto il territorio italiano, soprattutto lungo i corsi d’acqua, dalla fascia collinare a quella planiziale (0-500 m s.l.m.). È inoltre largamente coltivata in parchi, giardini e alberature stradali. In Lombardia è piuttosto diffusa in tutte le province, dove copre il ruolo di pianta invasiva, mentre è in minor misura diffusa in quella di Sondrio, dove è considerata semplicemente naturalizzata.

Identificazione: albero caducifoglio di 5-20 m di altezza, poco longevo ma di crescita rapida. Ha tronco eretto, con corteccia di colore bruno-cenerino e chioma irregolarmente globosa. I giovani rami sono glauco-pruinosi, flessibili ma fragili. Le foglie sono opposte, lunghe 15-25 cm, imparipennate, composte da 3-5(-7) segmenti lanceolati o variamente ellittici, con denti e lobature irregolari; i 3 segmenti apicali sono spesso confluenti. I fiori sono prodotti prima della fogliazione, unisessuali, privi di calice e corolla; i fiori maschili, riuniti in corimbi Camera icon 03, e i femminili, in lunghi amenti Camera icon 03, sono portati da individui distinti. Il frutto è una coppia di samare con ciascuna un’ala piuttosto stretta e falcata.  

Specie simili: si distingue dagli altri aceri per via della foglia composta. Dal sambuco si differenzia invece per i rametti glauchi oppure verdi (se senza pruina), le gemme chiare (mai nerastre) e le foglie non maleodoranti.

Biologia ed ecologia: possiede una notevole adattabilità a diverse situazioni ecologiche. Può sopportare condizioni di aridità, una volta insediatosi, colonizzare suoli poveri in sostanze nutritive e resistere alla sommersione, anche se in minor misura rispetto a pioppi e salici. Non è una specie molto longeva (<100 anni), ma caratterizzata da accrescimento rapido e vigoroso. L’impollinazione avviene tramite il vento, così come la dispersione dei frutti, che però può avvenire anche tramite l’acqua. Gli esemplari iniziano a fruttificare a circa 5 anni, sebbene la produzione di seme divenga più continuativa e sostenuta a partire da 8-11 anni. I semi sono in grado di sopravvivere in acqua per almeno 6 settimane e germinare prima di toccare terra. I semenzali necessitano di luce per accrescersi; se l'illuminazione al suolo non è sufficiente le piantine muoiono dopo 1-2 anni.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: l’acero americano modifica sensibilmente il paesaggio naturale e riduce la biodiversità dell’ecosistema boschivo, particolarmente in ambiente ripariale; ha esigenze ecologiche identiche a quelle di diverse latifoglie autoctone dei suoli freschi. È specie inclusa nella lista nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione, allegata alla Legge Regionale 10/2008; è inoltre inserita tra le specie esotiche a carattere infestante e dannose per la conservazione della biodiversità riportate nel Regolamento Regionale 5/2007.

Note per la ricerca: è presente soprattutto in pianura, in minor misura nelle zone collinari. Le ricerche dovrebbero essere indirizzate ad individuare le popolazioni di recente insediamento, perché sono quelle che possono essere più facilmente eradicate; in tal modo è possibile contrastarne l’ulteriore diffusione.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: le foglie.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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