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Sicyos angulatus L.    campagna C03

C03 Sicyos Brusa a

sicio, zucca matta

 

 

Ordine: Cucurbitales

Famiglia: Cucurbitaceae

 

 

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Distribuzione: questa specie di origine nordamericana è stata introdotta in Europa come curiosità orto-floricola, anche se in realtà non ha caratteristiche degne per cui vale la pena piantarla. In molti paesi è stata comunque introdotta involontariamente tramite sementi contaminate con i semi di questa specie. In Italia, è in pratica diffusa da nord a sud, anche se il massimo dell’infestazione si registra in Pianura Padana. Questa situazione si riscontra anche in Lombardia, dove la specie è presente ovunque in pianura e da qui sta progressivamente risalendo lungo i fiumi nelle vallate prealpine e quindi alpine, fin dove le condizioni climatiche lo permettono.

Identificazione: si tratta di una liana erbacea rampicante, a ciclo annuale. I fusti raggiungono normalmente i 2-5 m e in condizioni ottimali di crescita sono anche più lunghi; sono provvisti di cirri ramosi, che utilizza per assicurarsi a sostegni. Le foglie hanno una lamina cuoriforme divisa in 5 lobi, ispida, lunga 5-7 cm e piuttosto tenue Camera icon 03. I fiori maschili e quelli femminili sono portati da una stessa pianta in infiorescenze distinte; le infiorescenze maschili sono in racemi ascellari, quelle femminili in capolini pauciflori lungamente peduncolati; la corolla è giallastra, anche se del tutto insignificante. Il frutto è composto da un aggregato di acheni (3-20), ciascuno di forma ovoide, coriaceo, giallastro a maturità e irto di setole Camera icon 03

Specie simili: questa specie potrebbe essere superficialmente scambiata con l’autoctona vite bianca (Bryonia dioica), che presenta però uno sviluppo contenuto dei fusti, foglie con lobi più incinsi, fiori con una corolla bianca evidente e frutti costituiti da bacche sferiche e lisce. Appartenendo alle cucurbitacee, il sicio mostra inoltre una vaga somiglianza con le specie coltivate della medesima famiglia, le quali talvolta si rinvengono spontanee negli stessi suoi ambienti di crescita; tra queste specie troviamo la zucca comune (Cucurbita maxima), il melone (Cucumis melo) e soprattutto l’anguria (Citrullus lanatus).

Biologia ed ecologia: a dispetto delle dimensioni raggiunte, è una pianta annuale, che si riproduce unicamente da seme; la fioritura avviene dalla seconda metà dell’estate all’inizio dell’autunno. Di conseguenza chiude il ciclo alla fine della stagione autunnale, per quindi rispuntare da seme nella primavera successiva; la germinazione dei semi risulta scalare ed è favorita dalle piogge. La rapidità di crescita in estate è impressionante, raggiungendo i 2 m in 3 settimane. Preferisce infatti condizioni di crescita con temperature elevate, anche se necessita di suoli con buona disponibilità idrica. Si rinviene soprattutto lungo i corpi d’acqua, inclusi quelli con acqua ferma (es. laghi, stagni), perché i semi sfruttano soprattutto l’acqua come mezzo di dispersione. Le infestazioni lungo i greti dei fiumi sono impressionanti, soprattutto nei saliceti e nei pioppeti. Sempre più frequentemente si rinviene a margine delle strade e come infestante nei campi.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: la specie è considerata una esotica invasiva e, ai sensi della Legge Regionale 10/2008, è inserita nella Lista Nera delle specie vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione. Il principale impatto di questa specie è quello di impedire la crescita di altre piante, poiché forma dense ed estese coperture monospecifiche. Si tratta di una pianta di difficile controllo (ad esempio, la banca di semi viene esaurita non prima di tre anni), richiedendo un notevole sforzo combinato tra i metodi di lotta. La piantumazione di alberi e arbusti con chioma densa può aiutare nel controllo, ma soltanto se abbinata a trattamenti fisici (sradicamento, sfalcio, erpicatura, ecc.) e chimici (diserbo); anche la semina di erbacee perenni formanti un cotico denso e continuo aiuta a contrastarne l’insorgenza.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere indirizzate ad individuare le popolazioni di recente insediamento, perché sono quelle che possono essere più facilmente eradicate; in tal modo è possibile contrastarne l’ulteriore diffusione. Le ricerche dovrebbero essere quindi concentrate nella fascia collinare e nelle vallate prealpine e alpine.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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