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Myriophyllum aquaticum (Vell.) Verdc.  campagna C03

C03 Myriophyllum Brusa a

millefoglio d’acqua, millefoglio brasiliano

 

Ordine: Saxifragales

Famiglia: Haloragaceae

 

 

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Distribuzione: questa specie originaria dell’America meridionale è giunta da noi come pianta ornamentale per l’abbellimento di acquari e laghetti. Ancora oggi è diffusamente venduta per questo scopo. È stata segnalata ormai spontaneizzata in tutti i continenti e in molte nazioni europee. In Italia esistono unicamente segnalazioni sporadiche, un po’ su tutto il territorio. Per la Lombardia si conoscono, sino ad ora, soltanto due segnalazioni, una per la provincia di Brescia e l’altra per quella di Cremona.

Identificazione: si tratta di una pianta erbacea con lunghi fusti radicati sul fondale; i fusti possiedono una parte sommersa, che può abbondantemente superare il metro di lunghezza Camera icon 03, e una parte emergente dall’acqua, soltanto per poche decine di centimetri Camera icon 03; quest’ultima è in genere sempre presente durante la stagione vegetativa. Le foglie sono disposte in gruppi (verticilli) di 5-6; le foglie emerse sono di colore verde-azzurro (di rado verde-giallastro), lunghe qualche centimetro e divise in numerosi segmenti filiformi, mentre le foglie sommerse sono in genere arrossate, flaccide, decisamente allungate rispetto a quelle emerse e con i segmenti anch’essi più lunghi. I piccolissimi fiori, privi di corolla, sono portati all’ascella delle foglie lungo la parte emersa del fusto; da noi sono conosciute soltanto piante con fiori femminili. 

Specie simili: questa specie può essere superficialmente scambiata con le specie autoctone del genere Myriophyllum, ma nessuna di queste presenta una parte di fusto emerso così lunga e con quel tipo di foglie così grandi. Altre specie esotiche del genere Myriophyllum sono vendute come piante da acquario, ma per il momento nessuna risulta segnalata come spontaneizzata.

Biologia ed ecologia: è una pianta erbacea perenne di tipo strettamente acquatico (idrofita). Si riproduce unicamente per via vegetativa, per frammentazione del fusto che radica facilmente. La fioritura avviene in estate. In Lombardia sembra che la sua presenza sia dovuta a introduzioni volontarie in piccoli bacini d’acqua ferma. Altrove (Piemonte) è stata segnalata anche lungo corsi d’acqua lentamente fluenti.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: la specie è inserita nell’Elenco delle Specie Invasive Vegetali ed Animali di Rilevanza Unionale (Regolamento UE 2016/1141), ed è quindi soggetta a misure di rilevamento precoce ed eradicazione rapida; il commercio è inoltre proibito. L’impatto di questa pianta è notevole, perché forma estese e dense comunità monospecifiche che alterano fortemente l’ecosistema acquatico. I sistemi di controllo passano soprattutto da una rapida segnalazione delle nuove popolazioni equindi dall’immediato intervento che prevede l’estirpazione meccanica o manuale di tutte le piante.

Note per la ricerca: le uniche segnalazioni in Lombardia sono riferite ad ambienti di pianura. La specie potrebbe però essere presente in piccoli bacini artificiali, anche privati, da cui potrebbe diffondersi lungo il reticolo idrico e quindi colonizzare diversi corpi idrici naturali. È quindi importante che la specie venga immediatamente segnalata e prontamente eradicata.

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la parte emersa.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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