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Lagarosiphon major (Ridley) Moss  campagna C03

C03 Lagarosiphon Brusa a

peste d’acqua arricciata

 

Ordine: Alismatales

Famiglia: Hydrocharitaceae

 

 

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Distribuzione: questa specie originaria dell’Africa meridionale è probabilmente giunta da noi come pianta ornamentale per l’abbellimento di acquari e laghetti. Ancora oggi è venduta per questo scopo. È stata segnalata in parecchi paesi dell’Europa occidentale, in particolare in quelli con clima temperato. Anche per questa ragione, è presente in Italia soltanto al nord. In Lombardia è segnalata in quasi tutte le province.

Identificazione: i fusti, che in condizioni normali sono radicati sul fondale, si elevano verso la superficie e possono raggiungere una lunghezza notevole, anche di parecchi metri. Le foglie sono lunghe 2-3 cm, lineari, traslucide e di colore verde scuro; avendo in genere una forma distintamente arcuata, conferiscono un caratteristico aspetto arricciato all’intera pianta Camera icon 03; nella parte inferiore del fusto le foglie sono disposte a spirale (quindi singolarmente) Camera icon 03, mentre verso l’apice vegetativo sono riunite a gruppi di 4 o più (verticillate). I fiori femminili e quelli maschili, entrambi minuscoli, sono portati da piante differenti; sono riuniti in infiorescenze che presentano un peduncolo sottile, molto lungo e biancastro. Da noi dovrebbero essere presenti soltanto piante femminili. 

Specie simili: L. major può essere confusa con altre piante acquatiche della stessa famiglia, le quali hanno una biologia simile e per questo sono anch’esse chiamate “peste d’acqua”. In particolare può essere scambiata con le specie dei generi Elodea ed Egeria. Queste specie hanno però tutte le foglie disposte in verticilli e mai arcuate (anche se possono essere talvolta un po’ curvate).

Biologia ed ecologia: è una pianta erbacea perenne di tipo strettamente acquatico (idrofita). Si riproduce unicamente per via vegetativa, per frammentazione del fusto che radica facilmente. La fioritura avviene alla fine dell’estate. Si rinviene in acque ferme, come laghi e stagni (anche di tipo naturale), oppure in acque con deflusso molto lento, come alcuni canali (in particolare nei bacini presso le chiuse). Preferisce acque limpide, indifferentemente povere o ricche di nutrienti, sebbene non troppo calde né tantomeno fredde; però necessita di parecchia luce.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: la specie è inserita nell’Elenco delle Specie Invasive Vegetali ed Animali di Rilevanza Unionale (Regolamento UE 2016/1141), ed è quindi soggetta a misure di rilevamento precoce ed eradicazione rapida; il commercio è inoltre proibito. Tuttavia i sistemi di controllo in natura, attuati soprattutto mediante raccolta meccanica, sono costosi e poco efficaci nel lungo termine per la facilità da parte della specie di riprendersi da pochi frammenti; risultati più duraturi si possono ottenere nei piccoli bacini. L’impatto di questa pianta è comunque notevole, perché forma estese e dense comunità monospecifiche che alterano fortemente l’ecosistema acquatico.

Note per la ricerca: è presente soprattutto in pianura e nelle zone collinari. Essendo una pianta acquatica sommersa, la sua individuazione richiede modalità speciali, come l’impiego di imbarcazioni o di attrezzature idonee. Può essere però osservata facilmente sulle rive dei laghi quando pezzi di fusto vengono spiaggiati, in genere dopo una giornata ventosa.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: le foglie arricciate nella parte inferiore del fusto.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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