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Eichhornia crassipes (Martius) Solms  campagna C03

C03 Eichhornia Zekhuis

giacinto d'acqua

 

Ordine: Commelinales

Famiglia: Pontederiaceae

 

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Distribuzione: il giacinto d’acqua è riconosciuto come una delle specie più invasive a livello globale per la sua capacità di coprire rapidamente gli specchi d’acqua. Originario dell’Amazzonia, è stato importato in tutto il mondo per scopi ornamentali, come pianta per stagni e laghetti. Oggi è segnalata come infestante di fiumi, laghi canali e bacini idroelettrici in tutti i continenti ad eccezione delle zone polari. Per l’Italia esistono segnalazioni in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Campania, Sicilia, Sardegna.

Identificazione: si tratta di una pianta perenne acquatica galleggiante non ancorata al fondo (idrofita natante). Ciascun individuo è formato da diverse foglie portate da piccioli spugnosi e rigonfi che confluiscono in radici pendenti e rizomi stoloniferi (rizoidi), che formano un intrico complesso al di sotto del pelo dell’acqua fino alla profondità di un metro. Le foglie, di forma da ellittica a ovata, sono lisce, prive di peli (glabre), lucide e di un bel verde brillante. Sono riunite in rosette e, soprattutto nelle piante ai margini dell’area infestata o in caso di individui liberamente natanti, presentano caratteristici ingrossamenti sferico-bulbiformi dei piccioli Camera icon 03. Si possono distinguere due tipi di fusti: quelli orizzontali stoloniferi che producono nuove piante, e quelli eretti che portano da 6 a 15 fiori riuniti in una spiga. I fiori sono molto appariscenti, di colore rosa o violetto; il petalo superiore ha una caratteristica macchia gialla con un contorno azzurro-violetto Camera icon 03

Specie simili: può essere superficialmente scambiata con altre specie della stessa famiglia, tutte da considerarsi esotiche e potenzialmente invasive. Tra queste c’è Pontederia cordata, una pianta acquatica invasiva molto robusta (gli scapi fioriferi superano il metro) con foglie lanceolate portate da un picciolo non ingrossato lungo anche più di mezzo metro.

Biologia ed ecologia: è una specie perenne che colonizza diversi tipi di corpi idrici. È molto tollerante nei confronti di vari fattori chimici o fisici (pH, trofia, livello dell’acqua, temperatura, ecc.), ad eccezione della salinità; in caso di gelate può perdere le foglie, pur mantenendo vitali le basi delle rosette e gli organi sommersi. Ha una crescita molto rapida, essendo in grado, in situazioni ottimali, di raddoppiare la propria biomassa in circa due settimane. La fioritura avviene durante l’estate in modo continuo e irregolare, con ciascun fiore che rimane aperto per 1 o 2 giorni. Alla maturazione dei frutti, gli steli fioriferi si ripiegano verso l’acqua, e vengono rilasciati numerosi piccoli semi che germineranno nella primavera successiva. I semi possono essere trasportati dall’acqua e sono in grado di restare vitali fino a 20 anni. La specie è in grado di riprodursi anche per via vegetativa, grazie allo sviluppo di nuove rosette lungo i fusti orizzontali: queste possono rimanere ancorate all’intrico di radici, oppure staccarsi dalla pianta madre, essere trasportate da acqua o vento e formare una nuova colonia.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: il giacinto d’acqua è inserito nell’Elenco delle Specie Invasive Vegetali ed Animali di Rilevanza Unionale (Regolamento UE 2016/1141), ed è quindi soggetto a misure di rilevamento precoce ed eradicazione rapida; il commercio è inoltre proibito. In Lombardia è segnalato solo sporadicamente in alcune province (Brescia, Cremona, Lecco, Mantova e Milano), dove non è in grado di formare popolazioni stabili a causa del clima relativamente rigido. Tuttavia è necessario controllarne la diffusione, a causa degli inverni sempre più miti, in modo da attuare un controllo tempestivo per evitare che si formino densi e intricate colonie che alterano l’equilibrio degli ecosistemi acquatici compromettendone la vitalità. Seri sono anche i potenziali impatti sulle attività antropiche con limitazioni di navigazione, pesca, produzione di energia elettrica e attività ricreative. Non è noto un metodo ottimale di eradicazione, ma si suggerisce una gestione integrata comprendente, per i casi estremi, anche il controllo biologico.

Note per la ricerca: è necessario controllare i corpi d’acqua, segnalare tempestivamente la presenza e se possibile eradicare la specie. Fare attenzione a:

  • la messa a dimora di specie acquatiche per scopi ornamentali;
  • lo svuotamento di stagni e laghetti artificiali in corpi d’acqua naturali;
  • l’impiego di mezzi meccanici utilizzati in zone infestate: i semi possono essere trasportati nel fango

 icona foto dettaglioCosa fotografare: l'intera pianta da vicino (con dettagli di foglie e fiori, se presenti).

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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