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Baccharis halimifolia L.   campagna C03

C03 Baccaris a

baccaris

 

Ordine: Asterales

Famiglia: Asteraceae

 

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Distribuzione: è una specie esotica invasiva originaria del Nord e Centro America. A partire dagli anni ’80 è segnalata in Australia, Nuova Zelanda, Asia ed Europa (Belgio, Francia, Italia, Regno Unito, Spagna). In Italia è stata osservata in Veneto e Toscana, dove pare sia stata introdotta intenzionalmente in interventi di riqualificazione ambientale.

Identificazione: si tratta di un arbusto alto da 1,5 a 4 metri e con apparato radicale sviluppato e profondo. Il fusto e gli abbondanti rami hanno un aspetto fragile e la corteccia profondamente fessurata. Le foglie sono alterne, spesse, di colore da verde brillante a verde grigiastro Camera icon 03. Le foglie sul fusto e sui rami più bassi sono da ovate ad ellittiche (2-7 x 1-5 cm), mentre quelle sui rami sono più piccole, cuneate alla base e con numerosi denti Camera icon 03. Sono prive di peli (glabre) e leggermente resinose. Baccharis halimifolia è una pianta dioica (fiori maschili e femminili su individui diversi). I fiori sono piccoli e riuniti in infiorescenze chiamate capolini biancastre (femminili) o verdastre (maschili), a loro volta raggruppate in infiorescenze ramificate Camera icon 03. I frutti sono acheni con pappo formato da peli molli di colore bianco brillante. 

Specie simili: non si segnalano possibili confusioni; le foglie possono ricordare quelle di Chenopodium album, che è però una specie erbacea.

Biologia ed ecologia: in genere sempreverde, nelle zone più fresche diviene decidua. Ha crescita rapida; si riproduce da seme, ma è in grado di propagarsi anche per via vegetativa (polloni radicali). Fiorisce al termine dell’estate con produzione di numerosissimi semi, capaci di disperdersi su lunghe distanze tramite vento e acqua, nonché di persistere nel suolo. I semi germinano con facilità su terreni umidi in un paio di settimane. Nell’areale storico la specie vive in vari habitat costieri, incluse aree sabbiose, dune, paludi, foreste e scogliere litoranee. Già nella prima metà del XX secolo la specie si è espansa verso l’interno, dove si è naturalizzata in habitat seminaturali e/o disturbati (pascoli, fossi, strade, sentieri, ferrovie, ecc.). In Europa, dove la specie è stata introdotta dall’uomo, B. halimifolia si disperde lungo strade e canali, colonizzando habitat costieri, estuari, dune e retrodune, spiagge, rive dei fiumi.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: Baccharis halimifolia è inserita nell’Elenco delle Specie Invasive Vegetali ed Animali di Rilevanza Unionale (Regolamento UE 2016/1141), ed è quindi soggetta a misure di rilevamento precoce ed eradicazione rapida; il commercio è inoltre proibito. Non è segnalata in Lombardia, dove la minaccia risiede per il momento nella possibile risalita del Po e nella colonizzazione di zone umide nella bassa pianura orientale; è presente infatti in Veneto (delta del Po, Riserva Naturale Valle Averto, Badia Polesine). La specie forma densi nuclei monospecifici con conseguente perdita di biodiversità. Sembra avere capacità allergenica sia per il polline sia per la lanugine dei pappi. La migliore modalità di controllo è la prevenzione dell’ingresso e dell’attecchimento in nuove aree (tempestiva rimozione degli individui, assoluto divieto di commercializzazione e soprattutto di piantumazione). Nelle zone in cui è già presente, è utile effettuare tagli regolari e costanti prima della fioritura per evitare la dispersione dei semi.

Note per la ricerca: è fondamentale segnalare l’eventuale ingresso in Lombardia, dove potrebbe insediarsi nelle zone umide più prossime ai focolai veneti; tuttavia la probabilità che la specie colonizzi nuove aree in modo spontaneo a partire da questi siti resta bassa. È invece più probabile che venga piantata per scopi ornamentali e che da questi nuovi nuclei si diffonda poi in zone limitrofe.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la parte sommitale della pianta.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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