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Primula glaucescens Moretti

C01 Primula glauc b

primula glaucescente o primula di Lombardia

 

Ordine: Ericales

Famiglia: Primulaceae

 

 

 

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Distribuzione: è una specie endemica che in Lombardia è prevalentemente confinata ai rilievi montuosi tra la Val Sabbia (provincia di Brescia) ad est e il Lago di Como a ovest (ancor più ad ovest soltanto in Val Sanagra e in Valsolda).

Identificazione: pianta costituita da una rosetta di foglie coriacee, prive di picciolo e di un bel verde intenso (anche se spesso con screziature biancastre); le foglie di forma lanceolato-spatolato sono larghe in genere circa un centimetro e lunghe sino a 3 cm, raramente di più; il margine fogliare è bianco e finemente dentellato Camera icon 03. Lo scapo fiorale, che emerge dal centro della rosetta fogliare, porta all’apice fino a 6 fiori; i petali formano una corolla con 5 lobi di un vistoso colore purpureo-violaceo ma con la parte interna della corolla di un colore sbiadito.

Specie simili: può essere confusa con altre primule a fiore rosa. Tuttavia la primula di Lombardia presenta foglie molto grandi e soprattutto prive di peli ghiandolari, che invece rendono un po’ appiccicose le foglie di queste altre primule. Più difficoltoso è il riconoscimento con l’affine primula meravigliosa (Primula spectabilis), che però possiede foglie con minuscole depressioni circolari (ghiandole sessili, visibili più facilmente con una lente d’ingrandimento) Camera icon 03, assenti invece nella primula di Lombardia.

Biologia ed ecologia: la fioritura varia con l’altitudine: al di sotto dei mille metri di quota il picco di fioritura si registra in aprile, mentre oltre i duemila metri si protrae fino a luglio. Quando in fiore, la specie è molto appariscente, ma le tipiche rosette di foglie la rendono riconoscibile anche in altri momenti. La primula di Lombardia si riproduce tramite semi prodotti in frutti detti capsule. Inoltre, il fusto alla base delle rosette fogliari si può allungare e ramificare, dando così origine a più piante collegate tra loro. Cresce esclusivamente su suoli poco profondi, di natura calcarea, talvolta anche nelle fessure delle rocce. È specie tipica degli ambienti di prateria alpina. Può crescere anche in zone ombreggiate, soprattutto alle quote più basse.

Stato di conservazione: la specie è inserita nell’allegato IV della “Direttiva Habitat”. È soggetta a protezione rigorosa e divieto assoluto di raccolta secondo la Legge Regionale 10/2008. Non può essere comunque considerata una specie a rischio d’estinzione alla scala regionale, tanto che localmente è persino abbondante. La principale minaccia è legata all’arbustamento delle praterie.

Note per la ricerca: è necessario ricercarla soprattutto: 

  • al di sotto dei mille metri di quota, dove si trovano le popolazioni più sensibili ai cambiamenti ambientali; 
  • nella parte occidentale del suo areale (a ovest del ramo lecchese del Lago di Como), dove le conoscenze distributive sono più scarse.

 icona foto dettaglioCosa fotografare: l’intera foglia (in modo che si veda la presenza/assenza delle minuscole depressioni circolari). 

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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