fascia 01

Arnica montana L.

C01 Arnica a

arnica

 

Ordine: Asterales

Famiglia: Asteraceae

 

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Distribuzione: presenta la massima diffusione sui rilievi montuosi, sia sulle Alpi che sull’Appennino, dove localmente è piuttosto comune.

Identificazione: le foglie presentano una forma da ovale a lanceolata, con margine intero e sono prive di picciolo; le foglie, larghe 2-4 cm e lunghe sino a 10-15 cm, sono concentrate soprattutto in una rosetta basale, perlopiù a forma di croce, cioè a coppie opposte sfasate di 90° (foglie opposte decussate). Questa disposizione è visibile anche nelle poche coppie di foglie, solitamente 1 o 2, lungo il fusto fiorifero Camera icon 03. Quest’ultimo è eretto e termina in genere con un'unica ampia infiorescenza, raramente 2 o 3; l’infiorescenza, chiamata capolino, è formata al centro da piccoli fiori gialli e alla periferia da fiori con un vistoso lobo allungato giallo Camera icon 03.

Specie simili: può essere confusa con altre specie della famiglia delle Asteraceae (un tempo, chiamate anche Composite), che presentano capolini simili (“margherite gialle”). Arnica montana si distingue facilmente per la disposizione opposta delle coppie di foglie, che nelle specie simili hanno invece disposizione alterna.

Biologia ed ecologia: è in fioritura da maggio (alta pianura) sino ad agosto (alle quote elevate), quando le praterie in queste zone sono in piena fioritura. Si riproduce principalmente da seme; per via vegetativa, può emettere gemme laterali alla rosetta basale. Si rinviene sempre su suoli acidi, anche se eventualmente in presenza di rocce calcaree (suoli acidificati); si tratta in genere di suoli poveri in nutrienti. L’ambiente in cui cresce è costituito da vari tipi di praterie, soprattutto quelle create dall’opera dell’uomo o più spesso dal pascolo (praterie secondarie). È piuttosto frequente nelle aree montuose, dove cresce soprattutto nei pascoli. Praterie simili erano presenti in passato anche nella fascia collinare, dove sono ora rarissime: in questa fascia Arnica è pertanto rarissima: è presente ad esempio in alcuni prati non concimati della Brughiera Briantea.

Stato di conservazione: la specie è inserita nell’allegato V della “Direttiva Habitat”. È a raccolta regolamentata (sino a sei esemplari) secondo la Legge Regionale 10/2008. Non può essere comunque considerata una specie a rischio d’estinzione alla scala regionale. Le uniche minacce per questa rinomata pianta officinale riguardano le raccolte indiscriminate.

Note per la ricerca: è necessario ricercarla soprattutto nella:

  • fascia collinare, soprattutto della zona nord-occidentale della regione (dove erano presenti le brughiere)
  • zona montana, dove sono presenti i boschi di latifoglie (dominati da querce e soprattutto dal faggio).

In entrambe queste aree l’ambiente di crescita è in forte rarefazione (soprattutto nella fascia collinare).

 icona foto dettaglioCosa fotografare: pianta in fioritura, con visibili le foglie basali; eventualmente, anche le sole foglie basali. 

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.

 

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