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Natrix maura

06 Natmau

Natrice viperina

 

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Classe: Reptilia

Ordine: Squamata

Famiglia: Colubridae

 

Distribuzione in Lombardiaè presente prevalentemente presso fiumi e torrenti dell’Oltrepò pavese: Staffora, Tidone, Trebbia e anche in alcuni corsi minori, quali Lella e Avagnone. Esistono alcune segnalazioni a nord del Po (nella valle del Ticino per esempio), tutte riferibili, apparentemente, ad individui isolati. È presente da 60 fino a 680 m di altitudine (massimo regionale), con una prevalenza di avvistamenti nelle fasce altimetriche 0-200 e 400-600 m.

Identificazione: serpente di medie dimensioni, le femmine possono raggiungere i 130 cm mentre i maschi non superano normalmente il metro di lunghezza. La testa è triangolare, piuttosto appiattita e larga alla base; gli occhi sono rotondi, leggermente rivolti verso l'alto, con iride color arancione e pupilla rotonda. Il corpo è piuttosto tozzo, soprattutto negli individui di sesso femminile, e la coda, decisamente più lunga nei maschi, è ben distinta da questo. Il dorso è coperto da squame fortemente carenate. Colorazione di fondo bruna, bruno-aranciata, bruno-giallastra o verdastra con ornamenti dorsolaterali scuri, tipo macchie o barre, che possono unirsi formando barre più lunghe o un’unica linea a zig-zag. Sui fianchi si possono trovare spesso degli ocelli scuri con il centro del colore del fondo o anche più chiaro.

Specie similiviene spesso scambiata per una vipera, specialmente quando, importunata, cerca di assumerne l'aspetto e l'atteggiamento tipico: appiattisce il corpo e la testa, sibila ed effettua brevi scatti in avanti con la parte anteriore del corpo come se volesse morsicare. Se afferrata può emettere un liquido nauseante da una ghiandola posta all'interno della cloaca e fingersi morta (tanatosi).

Biologia ed ecologia: è un serpente innocuo prettamente acquatico che frequenta svariati ambienti con acque sia ferme sia correnti. Nell’Appennino lombardo predilige zone ad acque basse ed è generalmente rinvenibile presso le rive dei torrenti o in pozze isolate sul greto.

È ritenuta specie prevalentemente diurna, ma un’indagine condotta nell’Appennino pavese ha evidenziato una spiccata tendenza all’attività notturna, soprattutto durante i mesi estivi.

Stato di conservazione: la specie è inserita nell’Appendice III della Convenzione di Berna e valutata “a minor preoccupazione” nella Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani. In Lombardia è al limite del suo areale di distribuzione in Italia ed è presente con popolazioni poco numerose. In particolare le popolazioni del torrente Staffora sono minacciate dai prelievi idrici a fini agricoli che provocano, nei mesi di luglio e agosto, asciutte complete del corso d’acqua.

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

 

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